Carla Lonzi. Autoritratto

Una delle più acute critiche d’arte degli anni sessanta, prima di lasciare la professione per dedicarsi al femminismo, scrive questo libro straordinario in cui chiama a colloquio, in un seducente ‘convivio’, gli artisti che furono indiscutibili protagonisti di una stagione altissima dell’arte italiana. Il titolo sottolinea il ruolo attivo degli artisti nel parlare in prima persona di sé, dell’arte e del proprio stare nell’arte e nel mondo. E il corredo iconografico del volume conferma questo senso di un’immersione nel vissuto dell’arte contemporanea, affiancando alle riproduzioni delle opere anche, e soprattutto, immagini private, foto di viaggio e di famiglia. ‘Questo libro è nato dalla raccolta e dal montaggio di discorsi fatti con alcuni artisti. Ma i discorsi non sono nati come materiale di un libro: essi rispondono meno al bisogno di capire che al bisogno di intrattenersi con qualcuno in modo largamente comunicativo e umanamente soddisfacente. L’opera d’arte è stata da me sentita, a un certo punto, come una possibilità d’incontro, come un invito a partecipare rivolto dagli artisti direttamente a ciascuno di noi.’ C.L.

Text: Iamurri Laura, Lonzi Carla. cm 15×21; pp. 336; BW ills.; paperback. Publisher: et al. edizioni, Milano, 2010.

ISBN: 9788864630236 | 8864630236

ID: 12436

Product Description

Una delle più acute critiche d’arte degli anni sessanta, prima di lasciare la professione per dedicarsi al femminismo, scrive questo libro straordinario in cui chiama a colloquio, in un seducente ‘convivio’, gli artisti che furono indiscutibili protagonisti di una stagione altissima dell’arte italiana. Il titolo sottolinea il ruolo attivo degli artisti nel parlare in prima persona di sé, dell’arte e del proprio stare nell’arte e nel mondo. E il corredo iconografico del volume conferma questo senso di un’immersione nel vissuto dell’arte contemporanea, affiancando alle riproduzioni delle opere anche, e soprattutto, immagini private, foto di viaggio e di famiglia. ‘Questo libro è nato dalla raccolta e dal montaggio di discorsi fatti con alcuni artisti. Ma i discorsi non sono nati come materiale di un libro: essi rispondono meno al bisogno di capire che al bisogno di intrattenersi con qualcuno in modo largamente comunicativo e umanamente soddisfacente. L’opera d’arte è stata da me sentita, a un certo punto, come una possibilità d’incontro, come un invito a partecipare rivolto dagli artisti direttamente a ciascuno di noi.’ C.L.

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