Mario Schifano: opere dal 1959 al 1996

Il volume, realizzato in collaborazione con la Fondazione Mario Schifano, intende ripercorrere attraverso una selezione di circa quaranta dipinti l’intero arco creativo dell’artista nato a Homs, in Libia, nel 1934 e scomparso a Roma nel 1998. Partendo da un significativo nucleo dei famosi quadri monocromi che, realizzati su carta da pacco incollata su tela grezza, segnarono gli esordi artistici di Schifano e un azzeramento del linguaggio pittorico come reazione alle poetiche informali si passa alla parentesi del soggiorno negli Stati Uniti (1964) e all’influenza della Pop Art americana, fondamentale nelle successive ricerche dell’artista che rimase però sostanzialmente legato alla tradizione italiana, prendendo a prestito scritte pubblicitarie come quella della Coca Cola e isolandole dal contesto. Seguono i cicli tematici (Paesaggi anemici, Futurismo rivisitato, Oasi…), i d’aprés degli anni Settanta e il felice ritorno alla pittura degli anni Ottanta e Novanta. Quasi quarant’anni di carriera accomunati dalla costante attenzione critica verso le immagini veicolate quotidianamente dai mass-media, un patrimonio immenso di immagini di cui l’artista si appropria continuamente reinventandolo, azzerandone il significato per trasformarlo in emozionanti espressioni di un dichiarato piacere per la pittura.

Text: Bonini Giuseppe. cm 21×28; pp. 96; 67 ills; paperback. Publisher: Skira, Milano, 1999.

ISBN: 9788881185986| 8881185989

ID: 12620

Product Description

Il volume, realizzato in collaborazione con la Fondazione Mario Schifano, intende ripercorrere attraverso una selezione di circa quaranta dipinti l’intero arco creativo dell’artista nato a Homs, in Libia, nel 1934 e scomparso a Roma nel 1998. Partendo da un significativo nucleo dei famosi quadri monocromi che, realizzati su carta da pacco incollata su tela grezza, segnarono gli esordi artistici di Schifano e un azzeramento del linguaggio pittorico come reazione alle poetiche informali si passa alla parentesi del soggiorno negli Stati Uniti (1964) e all’influenza della Pop Art americana, fondamentale nelle successive ricerche dell’artista che rimase però sostanzialmente legato alla tradizione italiana, prendendo a prestito scritte pubblicitarie come quella della Coca Cola e isolandole dal contesto. Seguono i cicli tematici (Paesaggi anemici, Futurismo rivisitato, Oasi…), i d’aprés degli anni Settanta e il felice ritorno alla pittura degli anni Ottanta e Novanta. Quasi quarant’anni di carriera accomunati dalla costante attenzione critica verso le immagini veicolate quotidianamente dai mass-media, un patrimonio immenso di immagini di cui l’artista si appropria continuamente reinventandolo, azzerandone il significato per trasformarlo in emozionanti espressioni di un dichiarato piacere per la pittura.

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