Fotografare gli spiriti. Il paranormale nell’epoca della sua riproducibilità tecnica

Le fotografie di fantasmi – derise come falsi clamorosi, o elevate a prove inconfutabili dell’esistenza di dimensioni ultraterrene – si situano in un singolare incrocio tra mito, folklore e tecnica fotografica. Harvey raccoglie qui per la prima volta apparizioni mistiche, emanazioni spiritiche e altre immagini stupefacenti, riprese dal 1860 a oggi da fotografi professionisti e amatoriali e da sistemi di sorveglianza: un corpus sorprendente e importante, non tanto per una qualche pretesa di “autenticità”, quanto per l’intreccio di religiosità e immaginazione creativa. Affrancate dal pregiudizio che le vorrebbe delle anomalie fotografiche, o delle derive nel kitsch delle cosiddette “scienze di confine”, queste fotografie rivelano l’attrazione per il soprannaturale, le idee sulle connessioni tra un mondo materiale e uno spirituale, le elaborazioni più inaspettate del lutto e del dolore. Un libro che ricorda come la tecnica fotografica non si limiti affatto a un preteso “realismo”, mostrandoci fino a che punto possa sfumare ogni confine tra il reale e il fantastico.

Text: Harvey John. pp. 201; paperback. Publisher: Bollati Boringhieri, Torino, 2010.

ISBN: 9788833920924 | 8833920925

ID: 12721

Product Description

Le fotografie di fantasmi – derise come falsi clamorosi, o elevate a prove inconfutabili dell’esistenza di dimensioni ultraterrene – si situano in un singolare incrocio tra mito, folklore e tecnica fotografica. Harvey raccoglie qui per la prima volta apparizioni mistiche, emanazioni spiritiche e altre immagini stupefacenti, riprese dal 1860 a oggi da fotografi professionisti e amatoriali e da sistemi di sorveglianza: un corpus sorprendente e importante, non tanto per una qualche pretesa di “autenticità”, quanto per l’intreccio di religiosità e immaginazione creativa. Affrancate dal pregiudizio che le vorrebbe delle anomalie fotografiche, o delle derive nel kitsch delle cosiddette “scienze di confine”, queste fotografie rivelano l’attrazione per il soprannaturale, le idee sulle connessioni tra un mondo materiale e uno spirituale, le elaborazioni più inaspettate del lutto e del dolore. Un libro che ricorda come la tecnica fotografica non si limiti affatto a un preteso “realismo”, mostrandoci fino a che punto possa sfumare ogni confine tra il reale e il fantastico.

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