De Dominicis a St. Moritz.

Quello che emerge dalla mostra di St. Moritz è la caratteristica principale del lavoro di De Dominicis, vale a dire l’attenzione esasperata al sistema della temporalità circolare, in cui confluiscono contemporaneamente passato, presente e futuro. In tal modo l’arte si svincola dall’ipoteca strettamente contemporanea per aprirsi verso orizzonti più vasti e originali. Nelle opere esposte in mostra l’artista attinge all’universo del quotidiano e mette a confronto/scontro gli elemti del suo mondo, dell’universo mitologico, il corpo, lo spazio, il primitivo, la mostruosità. “Alla incorruttibilità dell’arte De Dominicis aggancia quella del corpo. Immortalità è il corpo che non invecchia, sospeso invece in una percezione istantanea della realtà. L’arte diventa pratica che saggia concretamente il buco nero della morte, che evidenzia lo scacco dell’estinzione, nello stesso tempo è la dimensione che può ristebilire il primato antropologico rispetto all’esistenza generalizzata del mondo animale. Per la considerazione di un potere intellettuale e culturale che l’uomo può non soltanto rivendicare ma esercitare, concentrando le proprie ricerche sopra il superamento del limite biologico…” (Achille Bonito Oliva)

Text: Bonito Oliva Achille. cm 24×30,5; pp. 64; hardcover. Publisher: Electa, Milano, 2010.

ISBN: 9788837078706 | 8837078706
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ID: 12727

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Quello che emerge dalla mostra di St. Moritz è la caratteristica principale del lavoro di De Dominicis, vale a dire l’attenzione esasperata al sistema della temporalità circolare, in cui confluiscono contemporaneamente passato, presente e futuro. In tal modo l’arte si svincola dall’ipoteca strettamente contemporanea per aprirsi verso orizzonti più vasti e originali. Nelle opere esposte in mostra l’artista attinge all’universo del quotidiano e mette a confronto/scontro gli elemti del suo mondo, dell’universo mitologico, il corpo, lo spazio, il primitivo, la mostruosità. “Alla incorruttibilità dell’arte De Dominicis aggancia quella del corpo. Immortalità è il corpo che non invecchia, sospeso invece in una percezione istantanea della realtà. L’arte diventa pratica che saggia concretamente il buco nero della morte, che evidenzia lo scacco dell’estinzione, nello stesso tempo è la dimensione che può ristebilire il primato antropologico rispetto all’esistenza generalizzata del mondo animale. Per la considerazione di un potere intellettuale e culturale che l’uomo può non soltanto rivendicare ma esercitare, concentrando le proprie ricerche sopra il superamento del limite biologico…” (Achille Bonito Oliva)

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