Arte concettuale e strategie pubblicitarie

Il saggio di Alexander Alberro ripercorre la nascita e lo sviluppo del movimento dell’Arte Concettuale sul finire degli anni Sessanta, quando erano attivi i principali esponenti del movimento, come Dan Graham, Joseph Kosuth e Sol Lewitt. Oltre agli artisti, sostiene Alberro, il movimento dell’Arte Concettuale deve la sua importanza anche a Seth Sigelaub, critico d’arte, gallerista e pubblicitario, mercante e sostenitore degli artisti, che attraverso l’organizzazione di mostre innovative e pubblicazioni crea una nuova figura nel mondo dell’arte, quella del curatore freelance. Alberro esamina la figura di Sigelaub nel suo ruolo di promotore delle carriere degli artisti, creati dal nulla, e le sue tecniche di business nell’ambito soprattutto della comunicazione e della pubblicità. Partendo da queste premesse, Alberro evidenzia le sorprendenti corrispondenze tra le strategie di produzione e diffusione delle opere concettuali e le pratiche di promozione delle merci che si andavano allora determinando nella sfera economica – una sovrapposizione che fu il risultato della precisa strategia messa in atto proprio da Seth Siegelaub. In stretta sinergia con l’attività “mondana” degli artisti, le sue innovative pratiche “curatoriali” non furono meri accessori per l’arte concettuale ma, anche a causa della sua natura “smaterializzata”, ne divennero strumenti necessari senza i quali l’esistenza stessa delle opere sarebbe venuta meno. Si giunge così alla sovrapposizione tra arte e mercato: a prescindere dalla volontarietà o consapevolezza dei suoi artefici, la natura dell’arte concettuale si lega strettamente con l’essenza del mercato capitalista, ovvero con quei “dispositivi di pubblicizzazione” delle merci tipici delle “nuove economie del valore estetico”.

Text: Alberro Alexander. cm 15×21; pp. 208; paperback. Publisher: Johan & Levi, Monza, 2011.

ISBN: 9788860100665 | 8860100666

ID: 14014

Product Description

Il saggio di Alexander Alberro ripercorre la nascita e lo sviluppo del movimento dell’Arte Concettuale sul finire degli anni Sessanta, quando erano attivi i principali esponenti del movimento, come Dan Graham, Joseph Kosuth e Sol Lewitt. Oltre agli artisti, sostiene Alberro, il movimento dell’Arte Concettuale deve la sua importanza anche a Seth Sigelaub, critico d’arte, gallerista e pubblicitario, mercante e sostenitore degli artisti, che attraverso l’organizzazione di mostre innovative e pubblicazioni crea una nuova figura nel mondo dell’arte, quella del curatore freelance. Alberro esamina la figura di Sigelaub nel suo ruolo di promotore delle carriere degli artisti, creati dal nulla, e le sue tecniche di business nell’ambito soprattutto della comunicazione e della pubblicità. Partendo da queste premesse, Alberro evidenzia le sorprendenti corrispondenze tra le strategie di produzione e diffusione delle opere concettuali e le pratiche di promozione delle merci che si andavano allora determinando nella sfera economica – una sovrapposizione che fu il risultato della precisa strategia messa in atto proprio da Seth Siegelaub. In stretta sinergia con l’attività “mondana” degli artisti, le sue innovative pratiche “curatoriali” non furono meri accessori per l’arte concettuale ma, anche a causa della sua natura “smaterializzata”, ne divennero strumenti necessari senza i quali l’esistenza stessa delle opere sarebbe venuta meno. Si giunge così alla sovrapposizione tra arte e mercato: a prescindere dalla volontarietà o consapevolezza dei suoi artefici, la natura dell’arte concettuale si lega strettamente con l’essenza del mercato capitalista, ovvero con quei “dispositivi di pubblicizzazione” delle merci tipici delle “nuove economie del valore estetico”.

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