Il libro nero della Polizia. Piccoli omicidi di stato tra amici 2001-2011

Ci sono alcune zone «grigie» della burocrazia statale che spesso sfuggono al controllo degli apparati istituzionali preposti alla loro vigilanza. Le forze di polizia hanno il monopolio della coercizione legittima all’interno del territorio statale, pur avendo l’obbligo di sottostare alla legge. Ma cosa succede quando organi di polizia si arrogano l’autorità di trasgredire le leggi alle quali dovrebbero sottostare? Si tratta di un confine sottile, spesso superato in nome della «sicurezza» di quegli stessi cittadini, i cui diritti vengono calpestati, talvolta fino alla morte di coloro che andrebbero difesi. Nell’analizzare le storie prese in considerazione per questo volume (dal G8 di Genova nel 2001 agli omicidi di Sandro Sandri e Stefano Cucchi) sono emerse due tendenze comunicative. La prima, riguarda quella delle forze dell’ordine, orientata a far finta di niente, a non ricercare responsabilità, a coprire, anche mentendo. La seconda è l’unico strumento a disposizione dei familiari delle vittime: la Rete. Solo dopo l’apertura di un blog da parte di Patrizia Moretti, i media e la magistratura si sono interessati al caso di Federico Aldrovandi, così come solo dopo che Ilaria Cucchi ha pubblicato su Indymedia le foto del corpo martoriato del fratello Stefano, il Parlamento, il Ministero della Giustizia e la magistratura, spinti dall’indignazione dell’opinione pubblica, si sono mossi alla ricerca della verità. Ognuno di noi è un media, e come tale può contribuire a fare informazione, denunciando abusi, nella speranza che, un giorno, anche le forze dell’ordine comincino a comunicare correttamente, ristabilendo il rapporto fi duciario con i media e i cittadini che li pagano.

Text: Marsili Marco. pp. 180; paperback. Publisher: Termidoro Edizioni, Milano, 2012.

ISBN: 9788897486053| 8897486053

ID: 15046

Product Description

Ci sono alcune zone «grigie» della burocrazia statale che spesso sfuggono al controllo degli apparati istituzionali preposti alla loro vigilanza. Le forze di polizia hanno il monopolio della coercizione legittima all’interno del territorio statale, pur avendo l’obbligo di sottostare alla legge. Ma cosa succede quando organi di polizia si arrogano l’autorità di trasgredire le leggi alle quali dovrebbero sottostare? Si tratta di un confine sottile, spesso superato in nome della «sicurezza» di quegli stessi cittadini, i cui diritti vengono calpestati, talvolta fino alla morte di coloro che andrebbero difesi. Nell’analizzare le storie prese in considerazione per questo volume (dal G8 di Genova nel 2001 agli omicidi di Sandro Sandri e Stefano Cucchi) sono emerse due tendenze comunicative. La prima, riguarda quella delle forze dell’ordine, orientata a far finta di niente, a non ricercare responsabilità, a coprire, anche mentendo. La seconda è l’unico strumento a disposizione dei familiari delle vittime: la Rete. Solo dopo l’apertura di un blog da parte di Patrizia Moretti, i media e la magistratura si sono interessati al caso di Federico Aldrovandi, così come solo dopo che Ilaria Cucchi ha pubblicato su Indymedia le foto del corpo martoriato del fratello Stefano, il Parlamento, il Ministero della Giustizia e la magistratura, spinti dall’indignazione dell’opinione pubblica, si sono mossi alla ricerca della verità. Ognuno di noi è un media, e come tale può contribuire a fare informazione, denunciando abusi, nella speranza che, un giorno, anche le forze dell’ordine comincino a comunicare correttamente, ristabilendo il rapporto fi duciario con i media e i cittadini che li pagano.

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