Piero Manzoni. Vita d’artista

Piero Manzoni (1933-1963) è stato una delle figure cruciali della ricerca artistica del secondo dopoguerra: dagli Achromes a Merda d’artista, dai Corpi d’aria alle Sculture viventi, le sue opere hanno segnato, alla fine degli anni cinquanta, il passaggio definitivo al clima artistico fatto di pratiche concettuali e di impiego di materiali non tradizionali, di vere e proprie azioni e di enunciati teorici di forte impatto. Sino a ora mancava una biografia organica dell’artista e attraverso una messe di documenti, molti dei quali inediti e rari, Flaminio Gualdoni mette a punto una lettura di Manzoni che riveli il ruolo centrale delle sue scelte, quell’unità indisgiungibile tra la figura dell’individuo artista e la sua opera che, senza assumere la dimensione spettacolare tipica di un Warhol o quella ieratica che caratterizza un Beuys, fa dell’identità dell’autore e delle sue realizzazioni un’unica, intensa e radiante, esperienza d’arte. Il libro è un affresco della cultura artistica italiana ed europea di quel tempo, nel passaggio cruciale che fa seguito alla stagione informale: da Lucio Fontana a Yves Klein, da Azimut al Gruppo Zero, lo straordinario clima cosmopolita di quel momento è ricostruito attraverso l’attività frenetica e geniale di Manzoni, vero reagente culturale, oltre che protagonista, della stagione più fervida del secondo dopoguerra.

Text: Gualdoni Flaminio. cm 15,5×23; paperback. Publisher: Johan & Levi, Monza, 2013.

ISBN: 9788860100986| 8860100984

ID: 16866

Product Description

Piero Manzoni (1933-1963) è stato una delle figure cruciali della ricerca artistica del secondo dopoguerra: dagli Achromes a Merda d’artista, dai Corpi d’aria alle Sculture viventi, le sue opere hanno segnato, alla fine degli anni cinquanta, il passaggio definitivo al clima artistico fatto di pratiche concettuali e di impiego di materiali non tradizionali, di vere e proprie azioni e di enunciati teorici di forte impatto. Sino a ora mancava una biografia organica dell’artista e attraverso una messe di documenti, molti dei quali inediti e rari, Flaminio Gualdoni mette a punto una lettura di Manzoni che riveli il ruolo centrale delle sue scelte, quell’unità indisgiungibile tra la figura dell’individuo artista e la sua opera che, senza assumere la dimensione spettacolare tipica di un Warhol o quella ieratica che caratterizza un Beuys, fa dell’identità dell’autore e delle sue realizzazioni un’unica, intensa e radiante, esperienza d’arte. Il libro è un affresco della cultura artistica italiana ed europea di quel tempo, nel passaggio cruciale che fa seguito alla stagione informale: da Lucio Fontana a Yves Klein, da Azimut al Gruppo Zero, lo straordinario clima cosmopolita di quel momento è ricostruito attraverso l’attività frenetica e geniale di Manzoni, vero reagente culturale, oltre che protagonista, della stagione più fervida del secondo dopoguerra.

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