Pro-memoria. Studi, progetti e ricerche per l’uso e la trasformazione della memoria individuale, collettiva… elettronica

Questo libro raccoglie una serie di studi, progetti, e ricerche che ho realizzato in questi ultimi due anni e che hanno come minimo comun denominatore l’uso della memoria… Con la nascita dell’informatica, la tradizionale pratica dell’uso della memoria è destinata a trasformarsi profondamente… Di fatto chi guarda o chi è coinvolto dall’elaborazione elettronica non può fare congetture; il suo cervello non può fare congetture sulle scene che sta vedendo, poiché esse, in un tempo sicuramente minore di quello impiegato dal cervello a fare le sue belle congetture, sono già cambiate, già fanno parte di un’altra storia, di un’altra sequenza. Così mentre recupero alcuni brani della mia memoria, non posso fare a meno di guardare da vicino la nascita di una cultura dell’apparenza. Prendendo atto che le macchine diventano sempre più importanti, che i gruppi rock della New-Wave hanno fondamenta nell’elettronica e nell’alta tecnologia, che la nuova città è fatta soprattutto di cavi, che il mondo dei computer ha introdotto nuovi parametri per coordinare i rapporti tra l’informazione e la percezione, tra elaborazione mentale ed elaborazione artificiale, interpreto progettualmente le modificazioni dell’ambiente, i nuovi rituali, i nuovi misticismi, partecipando con curiosità alla definizione della nostra futura cultura materiale

cm 16×23; pp. 128; BW ills.; paperback. Publisher: Società editrice Katà, 1980.

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Product Description

Questo libro raccoglie una serie di studi, progetti, e ricerche che ho realizzato in questi ultimi due anni e che hanno come minimo comun denominatore l’uso della memoria… Con la nascita dell’informatica, la tradizionale pratica dell’uso della memoria è destinata a trasformarsi profondamente… Di fatto chi guarda o chi è coinvolto dall’elaborazione elettronica non può fare congetture; il suo cervello non può fare congetture sulle scene che sta vedendo, poiché esse, in un tempo sicuramente minore di quello impiegato dal cervello a fare le sue belle congetture, sono già cambiate, già fanno parte di un’altra storia, di un’altra sequenza. Così mentre recupero alcuni brani della mia memoria, non posso fare a meno di guardare da vicino la nascita di una cultura dell’apparenza. Prendendo atto che le macchine diventano sempre più importanti, che i gruppi rock della New-Wave hanno fondamenta nell’elettronica e nell’alta tecnologia, che la nuova città è fatta soprattutto di cavi, che il mondo dei computer ha introdotto nuovi parametri per coordinare i rapporti tra l’informazione e la percezione, tra elaborazione mentale ed elaborazione artificiale, interpreto progettualmente le modificazioni dell’ambiente, i nuovi rituali, i nuovi misticismi, partecipando con curiosità alla definizione della nostra futura cultura materiale

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