«Aria d’Italia» di Daria Guarnati. L’arte della rivista intorno al 1940

Ideata e pubblicata da Daria Guarnati – parigina, collezionista di opere d’arte e amica di artisti e scrittori, da Malaparte a de Pisis, da Federico Berzeviczy Pallavicini a Gio Ponti -, la rivista “Aria d’Italia” usciva a Milano in anni tempestosi, tra il 1939 e il 1941, come utopico progetto di combinata “valorizzazione del patrimonio artistico italiano” e del nuovo stile che prendeva forma tanto nell’arte quanto nella letteratura italiana d’allora. Alla sua base, un raffinato progetto editoriale caratterizzato da un colto montaggio di testi e immagini solo apparentemente eterogenei, a coprire un arco cronologico estremamente ampio, dal Rinascimento alla contemporaneità. In “Aria d’Italia” finezze d’avanguardia e di tecnica grafica e tipografica si coniugano a un’idea nobile di divulgazione, facendone una sorta di anello di congiunzione, assolutamente originale, tra “Domus” e “Stile”, le riviste di Gio Ponti decisive per la formulazione di quanto è poi stato definito Italian style.

Text: Guarnati Daria, Bignami S.. cm 17×24; paperback. Publisher: Skira, Milano, 2009.

ISBN: 9788861309364 | 8861309364
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ID: 24714

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Ideata e pubblicata da Daria Guarnati – parigina, collezionista di opere d’arte e amica di artisti e scrittori, da Malaparte a de Pisis, da Federico Berzeviczy Pallavicini a Gio Ponti -, la rivista “Aria d’Italia” usciva a Milano in anni tempestosi, tra il 1939 e il 1941, come utopico progetto di combinata “valorizzazione del patrimonio artistico italiano” e del nuovo stile che prendeva forma tanto nell’arte quanto nella letteratura italiana d’allora. Alla sua base, un raffinato progetto editoriale caratterizzato da un colto montaggio di testi e immagini solo apparentemente eterogenei, a coprire un arco cronologico estremamente ampio, dal Rinascimento alla contemporaneità. In “Aria d’Italia” finezze d’avanguardia e di tecnica grafica e tipografica si coniugano a un’idea nobile di divulgazione, facendone una sorta di anello di congiunzione, assolutamente originale, tra “Domus” e “Stile”, le riviste di Gio Ponti decisive per la formulazione di quanto è poi stato definito Italian style.

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