I made them run away

“Era estate e come molti bambini passavo le mie giornate ad un centro estivo. Una sera tornai a casa molto eccitata e dopo aver cenato da mia nonna salii al piano di sopra dove abitavamo io e mia madre con l’intenzione di andare a dormire. Appena entrai vidi mia madre e un uomo seduti sul divano a guardare la televisione. Mia madre mi chiese come fosse andata la giornata ed io non mi trattenni a mostrare ad entrambi ciò che avevo appreso. Cominciai a ballare e cantare di fronte alla televisione per circa 10 minuti, finché l’uomo non interruppe la mia performance dicendo “Si è fatto tardi, meglio che vada.”, seguito da uno sguardo fulminante da parte di mia madre. Una volta salutato l’uomo mia madre tornò in casa e mi disse “Possibile che devi farli scappare tutti?”. I Made Them Run Away è una storia a più livelli che intreccia assieme fotografia, immagini di archivio e testi scritti dalla madre dell’artista. Raccoglie ricordi del passato e sentimenti presenti per riflettere sulle dinamiche delle relazioni – il bisogno di attenzione, le aspettative che causano disillusione, insicurezza e giudizio. Spostandosi tra i diversi punti di vista, Zanin descrive il ricorrente complicato rapporto tra lei, sua madre e l’”uomo”, non costante, per lo più rappresentato come un’assenza all’interno del lavoro. ————————————- ‘It was summer and as many children did, I spent my days in a summer camp. One night I was very excited when I came home and after having had dinner with my grandmother I went upstairs, where my mother and I lived, with the intention of going to sleep. As I entered, I saw my mother and a man sitting on the couch watching television. My mother asked me how my day had been and I couldn’t stop myself from showing both of them what I had learned. I started dancing and singing in front of the television for about 10 minutes, until the man interrupted my performance by saying “It’s late, I’d better go.”, followed by my mother’s glare towards me. Having said goodbye to the man, my mother came back in the house yelling at me: “How is it possible that you make them all run away?”.’ I Made Them Run Away is a multi-layered story weaving together family images and photographs with texts written by the artist’s mother. It brings together memories from the past and feelings of the present to investigate the dynamics of relationships – the need for attention, the expectations that cause disillusionment, insecurity and judgment. Shifting between the different points of view, Zanin depicts the recurring complicated triangle relationship between she, her mother and the “man”, not constant, mostly represented as an absence in the work.

cm 16,5×23,5; pp. 132; COL; paperback. Publisher: Skinnerboox, Jesi, 2021.

ISBN: 9788894895506 | 8894895505
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ID: 25017

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“Era estate e come molti bambini passavo le mie giornate ad un centro estivo. Una sera tornai a casa molto eccitata e dopo aver cenato da mia nonna salii al piano di sopra dove abitavamo io e mia madre con l’intenzione di andare a dormire. Appena entrai vidi mia madre e un uomo seduti sul divano a guardare la televisione. Mia madre mi chiese come fosse andata la giornata ed io non mi trattenni a mostrare ad entrambi ciò che avevo appreso. Cominciai a ballare e cantare di fronte alla televisione per circa 10 minuti, finché l’uomo non interruppe la mia performance dicendo “Si è fatto tardi, meglio che vada.”, seguito da uno sguardo fulminante da parte di mia madre. Una volta salutato l’uomo mia madre tornò in casa e mi disse “Possibile che devi farli scappare tutti?”. I Made Them Run Away è una storia a più livelli che intreccia assieme fotografia, immagini di archivio e testi scritti dalla madre dell’artista. Raccoglie ricordi del passato e sentimenti presenti per riflettere sulle dinamiche delle relazioni – il bisogno di attenzione, le aspettative che causano disillusione, insicurezza e giudizio. Spostandosi tra i diversi punti di vista, Zanin descrive il ricorrente complicato rapporto tra lei, sua madre e l’”uomo”, non costante, per lo più rappresentato come un’assenza all’interno del lavoro. ————————————- ‘It was summer and as many children did, I spent my days in a summer camp. One night I was very excited when I came home and after having had dinner with my grandmother I went upstairs, where my mother and I lived, with the intention of going to sleep. As I entered, I saw my mother and a man sitting on the couch watching television. My mother asked me how my day had been and I couldn’t stop myself from showing both of them what I had learned. I started dancing and singing in front of the television for about 10 minutes, until the man interrupted my performance by saying “It’s late, I’d better go.”, followed by my mother’s glare towards me. Having said goodbye to the man, my mother came back in the house yelling at me: “How is it possible that you make them all run away?”.’ I Made Them Run Away is a multi-layered story weaving together family images and photographs with texts written by the artist’s mother. It brings together memories from the past and feelings of the present to investigate the dynamics of relationships – the need for attention, the expectations that cause disillusionment, insecurity and judgment. Shifting between the different points of view, Zanin depicts the recurring complicated triangle relationship between she, her mother and the “man”, not constant, mostly represented as an absence in the work.

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