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Alighiero e Boetti ricami e tappeti

Nel 1971 Alighiero Boetti parte per la prima volta per l’Afghanistan, alla ricerca di un superamento delle istanze dell’Arte povera, abbandonata precocemente nel 1969. A Kabul inizia l’avventura di una vita, che decreterà una svolta straordinaria nella poetica dell’artista. A contatto con la locale tradizione del ricamo e della tessitura, Boetti concepisce la prima ‘immagine d’arte concettuale popolare’, la Mappa, che affida alle mani sapienti di sconosciute ricamatrici afgane, secondo il principio della delega a terzi. Dalle Mappe agli arazzetti, dai grandi arazzi alfabetici agli ultimi tappeti, il libro ripercorre la genesi e gli sviluppi delle opere a ricamo e a tessitura che, nate dalla relazione con innumerevoli ‘altri’, sono diventate per l’artista gli strumenti per reinventare il proprio rapporto col mondo: o meglio, per dirla con Boetti, per “mettere al mondo il mondo”. Federica Stevanin è dottore di ricerca in Storia dell’arte. Con la sua tesi di laurea specialistica su Alighiero Boetti ha vinto la terza edizione del Premio nazionale PARC MAXXI per la storia e la critica dell’arte italiana contemporanea (2008), per aver “dimostrato una notevole capacità di ricostruzione storico-critica di un momento decisivo del percorso di una delle personalità artistiche di maggiore interesse nel panorama artistico italiano contemporaneo, evidenziandone i caratteri originali e l’attualità”. Prefazioni di Anna Mattirolo, Renato Barilli e Guido Bartorelli

Text: Mattirolo Anna, Stevanin Federica et al. pp. 240; COL; paperback. Publisher: Cleup, Padova, 2015.

ISBN: 9788867873739| 8867873733

 17,00

ID: 19116

Product Description

Nel 1971 Alighiero Boetti parte per la prima volta per l’Afghanistan, alla ricerca di un superamento delle istanze dell’Arte povera, abbandonata precocemente nel 1969. A Kabul inizia l’avventura di una vita, che decreterà una svolta straordinaria nella poetica dell’artista. A contatto con la locale tradizione del ricamo e della tessitura, Boetti concepisce la prima ‘immagine d’arte concettuale popolare’, la Mappa, che affida alle mani sapienti di sconosciute ricamatrici afgane, secondo il principio della delega a terzi. Dalle Mappe agli arazzetti, dai grandi arazzi alfabetici agli ultimi tappeti, il libro ripercorre la genesi e gli sviluppi delle opere a ricamo e a tessitura che, nate dalla relazione con innumerevoli ‘altri’, sono diventate per l’artista gli strumenti per reinventare il proprio rapporto col mondo: o meglio, per dirla con Boetti, per “mettere al mondo il mondo”. Federica Stevanin è dottore di ricerca in Storia dell’arte. Con la sua tesi di laurea specialistica su Alighiero Boetti ha vinto la terza edizione del Premio nazionale PARC MAXXI per la storia e la critica dell’arte italiana contemporanea (2008), per aver “dimostrato una notevole capacità di ricostruzione storico-critica di un momento decisivo del percorso di una delle personalità artistiche di maggiore interesse nel panorama artistico italiano contemporaneo, evidenziandone i caratteri originali e l’attualità”. Prefazioni di Anna Mattirolo, Renato Barilli e Guido Bartorelli