End. Viaggi alla fine del mondo

END raccoglie il materiale audiovisivo del regista/artista Carlos Casas e la sua pluripremiata trilogia di film dedicati alle tre estremità del mondo. “Quando ho cominciato il progetto sulla Patagonia non sapevo che stava per nascere una trilogia. Solo dopo avere finito e visionato Aral ho cominciato a sentire il bisogno di chiudere il cerchio, di finire di tracciare la linea. In qualche modo divenne evidente che in Patagonia avevo cominciato a tracciare una linea che sarebbe dovuta finire nello Stretto di Bering, come un sentiero diagonale attraverso il mondo, da Sud a Nord, congiungendo le estremità del globo e anche i miti sulla fine del mondo. Sì, c’è qualcosa di epico nella decisione di fare una trilogia, persino di temerario, ma in qualche modo ho capito che il mio lavoro non sarebbe stato completo senza l’ultima storia. Avvertivo la mancanza di qualcosa, di una cosa che riguardasse i modi di sopravvivenza più antichi. È così che i cacciatori di balene mi hanno fornito il tema perfetto per concludere la trilogia.” Così Carlos Casas ci racconta l’origine della trilogia END, composta dai lavori Solitude at the End of the World (Patagonia), Aral. Fishing in an Invisible Sea (Mare di Aral), Hunters Since the Beginning of Time (Siberia). La potenza delle fotografie raccolte in questo volume sta nella tensione fra sospensione fisica e sospensione temporale: luoghi estremi, abitati da persone comuni nel loro essere in condizioni estreme. END non documenta, bensì testimonia la volontà dell’uomo di completare le mappe disegnate su carta: volontà che ha spinto Carlos Casas a tre estremità della fine del mondo. Pretesto per raccontare anche la periferia di noi stessi. Con testi di Carlo Fossati, Tony Herrington, Andrea Lissoni, Jean-Pierre Rehm e Carlos Casas, book design di Paolo Palma.

Text: Fossati Carlo, Casas Carlos et al. cm 17×24; pp. 176; paperback. Publisher: Maurizio Corraini, Mantova, 2012.

ISBN: 9788875703769 | 8875703760

 30,00

ID: 21029

Product Description

END raccoglie il materiale audiovisivo del regista/artista Carlos Casas e la sua pluripremiata trilogia di film dedicati alle tre estremità del mondo. “Quando ho cominciato il progetto sulla Patagonia non sapevo che stava per nascere una trilogia. Solo dopo avere finito e visionato Aral ho cominciato a sentire il bisogno di chiudere il cerchio, di finire di tracciare la linea. In qualche modo divenne evidente che in Patagonia avevo cominciato a tracciare una linea che sarebbe dovuta finire nello Stretto di Bering, come un sentiero diagonale attraverso il mondo, da Sud a Nord, congiungendo le estremità del globo e anche i miti sulla fine del mondo. Sì, c’è qualcosa di epico nella decisione di fare una trilogia, persino di temerario, ma in qualche modo ho capito che il mio lavoro non sarebbe stato completo senza l’ultima storia. Avvertivo la mancanza di qualcosa, di una cosa che riguardasse i modi di sopravvivenza più antichi. È così che i cacciatori di balene mi hanno fornito il tema perfetto per concludere la trilogia.” Così Carlos Casas ci racconta l’origine della trilogia END, composta dai lavori Solitude at the End of the World (Patagonia), Aral. Fishing in an Invisible Sea (Mare di Aral), Hunters Since the Beginning of Time (Siberia). La potenza delle fotografie raccolte in questo volume sta nella tensione fra sospensione fisica e sospensione temporale: luoghi estremi, abitati da persone comuni nel loro essere in condizioni estreme. END non documenta, bensì testimonia la volontà dell’uomo di completare le mappe disegnate su carta: volontà che ha spinto Carlos Casas a tre estremità della fine del mondo. Pretesto per raccontare anche la periferia di noi stessi. Con testi di Carlo Fossati, Tony Herrington, Andrea Lissoni, Jean-Pierre Rehm e Carlos Casas, book design di Paolo Palma.