Giulio Lacchini. Dialoghi disegnativi

Dialoghi disegnativi nasce dopo un preludio, durato due anni, in cui ho disegnato (liberamente) su carta, tela e legno, ricercando in me stesso le origini, con uno scavo nell’essere, creativo o distruttivo che fosse. Ad un certo punto, nonostante la fine di questo viaggio fosse incompiuta, ho capito che l’avrei compiuto per sempre, così mi sono spinto verso un dialogo oggettivo. Ho avuto incontri nei luoghi più disparati, con artisti ma non solo. Ogni volta mi esprimevo a china, l’altro rispondeva a matita, poi giravamo pagina… di un libro bianco preparato appositamente. L’evento dialogico è durato un anno e mezzo. Dopo tutti gli incontri ho avuto prova che il dialogo, per la contemporaneità, è la cosa più importante, senza il quale l’estetica, ad esempio, (appiattendosi sempre di più per mancanza di sentimenti e idee) muore. Drawn dialogues was born after a two-year prelude during which I (freely) drew on paper, canvas and wood, searching for origins within myself in an excavation of my very being, creative or destructive as it might be.  At a certain point, with the ultimate goal of this journey yet to be reached, I realised that I would have continued forever and so I forced myself towards an objective dialogue.   I have had encounters in the most disparate places, with artists and otherwise.  Every time I expressed myself in ink, the other replied in pencil, then we’d turn the page… of an empty book prepared for the purpose. The dialogue/event lasted a year and a half.   The encounters left me with proof that dialogue, for contemporaneity, is the most important thing, without which aesthetics, for example, (ever flatter due to a lack of sentiments and ideas) dies.

cm 16,5×26,5; pp. 80; BW ills.; hardcover. Publisher: A&Mbookstore Edizioni, Milano, 2013.

ISBN: 9788887071467| 8887071462

 35,00

ID: 16679

Product Description

Dialoghi disegnativi nasce dopo un preludio, durato due anni, in cui ho disegnato (liberamente) su carta, tela e legno, ricercando in me stesso le origini, con uno scavo nell’essere, creativo o distruttivo che fosse. Ad un certo punto, nonostante la fine di questo viaggio fosse incompiuta, ho capito che l’avrei compiuto per sempre, così mi sono spinto verso un dialogo oggettivo. Ho avuto incontri nei luoghi più disparati, con artisti ma non solo. Ogni volta mi esprimevo a china, l’altro rispondeva a matita, poi giravamo pagina… di un libro bianco preparato appositamente. L’evento dialogico è durato un anno e mezzo. Dopo tutti gli incontri ho avuto prova che il dialogo, per la contemporaneità, è la cosa più importante, senza il quale l’estetica, ad esempio, (appiattendosi sempre di più per mancanza di sentimenti e idee) muore. Drawn dialogues was born after a two-year prelude during which I (freely) drew on paper, canvas and wood, searching for origins within myself in an excavation of my very being, creative or destructive as it might be.  At a certain point, with the ultimate goal of this journey yet to be reached, I realised that I would have continued forever and so I forced myself towards an objective dialogue.   I have had encounters in the most disparate places, with artists and otherwise.  Every time I expressed myself in ink, the other replied in pencil, then we’d turn the page… of an empty book prepared for the purpose. The dialogue/event lasted a year and a half.   The encounters left me with proof that dialogue, for contemporaneity, is the most important thing, without which aesthetics, for example, (ever flatter due to a lack of sentiments and ideas) dies.