Le scommesse sono aperte

Il provocatorio pamphlet “Les paris sont ouverts” di Claude Cahun (Lucy Renée Mathilde Schwob 1894-1954) uscì a Parigi nel 1934. Incentrata sul rapporto tra attività poetica e impegno politico, è la sua opera più impegnata e nello stesso tempo più libera, un contributo al dibattito surrealista sulla funzione dell’opera d’arte. Ancora oggi, il testo ci indica che la parola poetica è il luogo in cui l’uomo può aspirare al massimo grado di libertà. Per tutta la vita Claude Cahun racconta incessantemente, attraverso la letteratura e l’attività fotografica, prima in ambito surrealista e poi attraverso l’azione di resistenza antinazista nell’isola di Jersey, il rifiuto di essere identificata con un genere stabile e l’esigenza di cambiare le regole del mondo. “Les paris sont ouverts” con questa edizione, accompagnata dalla prefazione di Silvia Mazzucchelli, viene ripresentato nella sua interezza, con l’obiettivo di restare fedeli all’originale sia nella presentazione grafica sia rispettando l’intento dell’artista di voler giocare con tratti grafici e tipografici.

Text: Cahun Claude. pp. 48; paperback. Publisher: WunderKammer, Vignola, 2018.

ISBN: 9788894331509 | 8894331504
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ID: 22122

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Il provocatorio pamphlet “Les paris sont ouverts” di Claude Cahun (Lucy Renée Mathilde Schwob 1894-1954) uscì a Parigi nel 1934. Incentrata sul rapporto tra attività poetica e impegno politico, è la sua opera più impegnata e nello stesso tempo più libera, un contributo al dibattito surrealista sulla funzione dell’opera d’arte. Ancora oggi, il testo ci indica che la parola poetica è il luogo in cui l’uomo può aspirare al massimo grado di libertà. Per tutta la vita Claude Cahun racconta incessantemente, attraverso la letteratura e l’attività fotografica, prima in ambito surrealista e poi attraverso l’azione di resistenza antinazista nell’isola di Jersey, il rifiuto di essere identificata con un genere stabile e l’esigenza di cambiare le regole del mondo. “Les paris sont ouverts” con questa edizione, accompagnata dalla prefazione di Silvia Mazzucchelli, viene ripresentato nella sua interezza, con l’obiettivo di restare fedeli all’originale sia nella presentazione grafica sia rispettando l’intento dell’artista di voler giocare con tratti grafici e tipografici.