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L’infanzia della tecnica

L’assunto era, usiamo le macchine idrauliche quale medium di un sapere immateriale in via d’estinzione, scegliamo congegni colti in uno stadio significativo del loro sviluppo, una sorta di età dell’oro delle macchine o di infanzia delle tecniche che corrisponde a macchine dal funzionamento manifesto, macchine radicate in un territorio, la Valle Camonica, macchine argute. Scegliamo macchine al lavoro, macchine in uso o usate per molto tempo che recano tracce vive della loro attività, della pratica di un mestiere, frutto della feconda relazione tra le mani abili di fabbri, di mugnai e di mugnaie, di segantini, di forgiatori e le loro fidate macchine quasi estensione fisica delle loro braccia o protesi prima mentale poi fisica. Abbiamo incontrato macchine in piena attività, macchine allo stremo delle forze, macchine silenti che hanno saputo raccontarci di saperi unici e irriproducibili, di abitudini e prassi, di modi di dire e di vicende famigliari, del funzionamento di una terra e della vita di una sola persona. Le abbiamo incontrate nelle testimonianze di coloro che le hanno vissute e le vivono, le usavano e le usano, le abbiamo cercate lungo un fiume, il Clegna, trovandone tracce e indizi eloquenti, le abbiamo ritrovate nei cataloghi produttivi, nelle carte di famiglia, nella memoria di chi c’era. Le abbiamo vissute e le raccontiamo in questo libro.

Text: Bendotti Loris, Turetti Elena et al. pp. 288; COL; paperback. Publisher: A&Mbookstore Edizioni, Milano, 2013.

ISBN: 9788887071474| 8887071470

ID: 16820

Product Description

L’assunto era, usiamo le macchine idrauliche quale medium di un sapere immateriale in via d’estinzione, scegliamo congegni colti in uno stadio significativo del loro sviluppo, una sorta di età dell’oro delle macchine o di infanzia delle tecniche che corrisponde a macchine dal funzionamento manifesto, macchine radicate in un territorio, la Valle Camonica, macchine argute. Scegliamo macchine al lavoro, macchine in uso o usate per molto tempo che recano tracce vive della loro attività, della pratica di un mestiere, frutto della feconda relazione tra le mani abili di fabbri, di mugnai e di mugnaie, di segantini, di forgiatori e le loro fidate macchine quasi estensione fisica delle loro braccia o protesi prima mentale poi fisica. Abbiamo incontrato macchine in piena attività, macchine allo stremo delle forze, macchine silenti che hanno saputo raccontarci di saperi unici e irriproducibili, di abitudini e prassi, di modi di dire e di vicende famigliari, del funzionamento di una terra e della vita di una sola persona. Le abbiamo incontrate nelle testimonianze di coloro che le hanno vissute e le vivono, le usavano e le usano, le abbiamo cercate lungo un fiume, il Clegna, trovandone tracce e indizi eloquenti, le abbiamo ritrovate nei cataloghi produttivi, nelle carte di famiglia, nella memoria di chi c’era. Le abbiamo vissute e le raccontiamo in questo libro.