Postproduction

A partire dai primi anni Ottanta molti artisti creano opere d’arte sulla base di opere già esistenti. Non si tratta più quindi di elaborare una forma sulla base di un materiale grezzo, ma di lavorare con oggetti che sono già in circolazione sul mercato culturale. I concetti di originalità e di creazione svaniscono in un panorama culturale dominato da nuove figure come il DJ e il programmatore, entrambi capaci di selezionare oggetti culturali e includerli in nuovi contesti. La supremazia della cultura dell’appropriazione tende ad abolire il diritto di proprietà delle forme e a favorire un’arte della postproduzione, attraverso la quale gli artisti inventano nuovi usi per le opere del passato e operano una sorta di editing delle narrative storiche e ideologiche. Analizzando i lavori di artisti quali Mike Kelley, Jeff Koons, John Armleder, Rirkrit Tiravanija, Maurizio Cattelan, Douglas Gordon, Pierre Huyghe, Liam Gillick, Jorge Pardo, Sarah Morris… l’autore traccia un’importante analisi degli ultimi vent’anni di arte contemporanea (con illuminanti incursioni negli anni Sessanta e Settanta). Per Nicolas Bourriaud l’arte della “postproduzione” è la pratica artistica più adatta per reagire al caos della cultura globale nell’era dell’informazione.

Text: Bourriaud Nicolas . pp. 96; paperback. Publisher: Postmedia Books, Milano, 2004.

ISBN: 9788874900169 | 8874900163
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ID: 12690

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A partire dai primi anni Ottanta molti artisti creano opere d’arte sulla base di opere già esistenti. Non si tratta più quindi di elaborare una forma sulla base di un materiale grezzo, ma di lavorare con oggetti che sono già in circolazione sul mercato culturale. I concetti di originalità e di creazione svaniscono in un panorama culturale dominato da nuove figure come il DJ e il programmatore, entrambi capaci di selezionare oggetti culturali e includerli in nuovi contesti. La supremazia della cultura dell’appropriazione tende ad abolire il diritto di proprietà delle forme e a favorire un’arte della postproduzione, attraverso la quale gli artisti inventano nuovi usi per le opere del passato e operano una sorta di editing delle narrative storiche e ideologiche. Analizzando i lavori di artisti quali Mike Kelley, Jeff Koons, John Armleder, Rirkrit Tiravanija, Maurizio Cattelan, Douglas Gordon, Pierre Huyghe, Liam Gillick, Jorge Pardo, Sarah Morris… l’autore traccia un’importante analisi degli ultimi vent’anni di arte contemporanea (con illuminanti incursioni negli anni Sessanta e Settanta). Per Nicolas Bourriaud l’arte della “postproduzione” è la pratica artistica più adatta per reagire al caos della cultura globale nell’era dell’informazione.

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