Rosalind Krauss. Inventario perpetuo

Il lavoro del critico d’arte è, secondo Rosalind krauss, un inventario che va in perpetuo riscritto, ora attualizzando idee e interpretazioni alla luce delle strade che via via I’arte contemporanea imbocca, ora aggiornando il significalo delle opere di cui si tratta. In questi saggi, sparsi lungo tre decenni di studio e di militanza e raccolti dall’autrice in rubriche dai titoli significativi. Rosalind Krauss ricostruisce il proprio percorso di critica d’arie e ripensa in particolare quella che lei stessa ha definito “condizione postmediale”, l’abbandono cioè da parte dell’arie contemporanea della centralità modernalista del medium. Così come per Jean-Francois Lyotard la condizione postmoderna è nata dalla fine dei “grandi racconti”, per la Krauss la condizione postimediale è un ulteriore addio all’idea di coerenza. Il grande racconto dell’arte contemporanea è finito quando l’Arte concettuale e altri movimenti artistici hanno rinunciato alla specificità del medium, giustapponendo immagine e testo nella stessa opera. Secondo questa lettura, i momenti e i temi della fine del modernismo illuminano per contrasto il lavoro degli artisti che cercano di reinventare il medium attraverso I’uso di “strani nuovi apparati”, spesso presi a prestito dalla cultura commerciale, e che sono i protagonisti di questo libro: Ed Ruschi, Christian Marclay, William Kentridge, James Coleman.

Text: Krauss Rosalind, Caccia E. et al. cm 22×17,5; pp. 338; paperback. Publisher: Bruno Mondadori, Milano, 2011.

ISBN: 9788861595019 | 8861595014
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ID: 23613

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Il lavoro del critico d’arte è, secondo Rosalind krauss, un inventario che va in perpetuo riscritto, ora attualizzando idee e interpretazioni alla luce delle strade che via via I’arte contemporanea imbocca, ora aggiornando il significalo delle opere di cui si tratta. In questi saggi, sparsi lungo tre decenni di studio e di militanza e raccolti dall’autrice in rubriche dai titoli significativi. Rosalind Krauss ricostruisce il proprio percorso di critica d’arie e ripensa in particolare quella che lei stessa ha definito “condizione postmediale”, l’abbandono cioè da parte dell’arie contemporanea della centralità modernalista del medium. Così come per Jean-Francois Lyotard la condizione postmoderna è nata dalla fine dei “grandi racconti”, per la Krauss la condizione postimediale è un ulteriore addio all’idea di coerenza. Il grande racconto dell’arte contemporanea è finito quando l’Arte concettuale e altri movimenti artistici hanno rinunciato alla specificità del medium, giustapponendo immagine e testo nella stessa opera. Secondo questa lettura, i momenti e i temi della fine del modernismo illuminano per contrasto il lavoro degli artisti che cercano di reinventare il medium attraverso I’uso di “strani nuovi apparati”, spesso presi a prestito dalla cultura commerciale, e che sono i protagonisti di questo libro: Ed Ruschi, Christian Marclay, William Kentridge, James Coleman.

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