Terry Richardson: Kibosh

Kibosh è il libro più importante della mia carriera. È il lavoro di una vita, fin dall’età di 16 anni da quando ho iniziato a fotografare per divertimento e poi per professione, ho sempre pensato a Kibosh come il sunto del mio lavoro. Kibosh è il mio libro, la parte più intima del mio essere fotografo. La frase “non chiederei mai a nessuno di fare qualcosa che io stesso non farei” contenuta nell’introduzione del libro, dimostra il profondo rispetto che ho delle persone che hanno collaborato alla realizzazione di quest’opera, per me così importante. Per la realizzazione di Kibosh ho fermato il mio lavoro, per mesi mi sono dedicato solo alla raccolta delle foto e alla progettazione del layout (…) Raccontare se stessi attraverso delle immagini è una cosa che richiede tempo, molto tempo, forse tutta la vita. Ecco questo è Kibosh. Con queste parole Terry Richardson ha riassunto il senso del suo lavoro: dare immagine al divertimento. Effettivamente, tutti i protagonisti delle sue foto si divertono e si godono la vita. In ogni sua fotografia c’è il gusto tangibile e forte per i “piaceri” della vita… Dopo avere iniziato a riprendere il quotidiano nella maniera più spavalda e disinibita, fotografando se stesso e le gang di motociclisti e gruppi punk e metal con cui era cresciuto, Terry Richardson ha cominciato la sua ascesa negli anni ’90 grazie una serie di mostre ospitate in gallerie d’arte internazionali e alla collaborazione con le riviste del calibro di i-D, Dazed and Confused, Vogue, Harper’s Bazaar. Negli ultimi anni si è occupato delle campagne pubblicitarie di alcuni importanti marchi di moda (YSL, Gucci, Levi’s, Hugo Boss, Tommy Hilfiger, Prada, ecc.) e dal 1997 cura l’immagine di Sisley per la quale ha creato una delle comunicazioni visive più trasgressive e discusse che si siano viste in Italia.

cm 24×32,8; pp. 320; COL e 358 BW ills.; cartoon box. Publisher: Damiani Editore, Bologna, 2004.

ISBN: 9788889431092| 8889431091

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Kibosh è il libro più importante della mia carriera. È il lavoro di una vita, fin dall’età di 16 anni da quando ho iniziato a fotografare per divertimento e poi per professione, ho sempre pensato a Kibosh come il sunto del mio lavoro. Kibosh è il mio libro, la parte più intima del mio essere fotografo. La frase “non chiederei mai a nessuno di fare qualcosa che io stesso non farei” contenuta nell’introduzione del libro, dimostra il profondo rispetto che ho delle persone che hanno collaborato alla realizzazione di quest’opera, per me così importante. Per la realizzazione di Kibosh ho fermato il mio lavoro, per mesi mi sono dedicato solo alla raccolta delle foto e alla progettazione del layout (…) Raccontare se stessi attraverso delle immagini è una cosa che richiede tempo, molto tempo, forse tutta la vita. Ecco questo è Kibosh. Con queste parole Terry Richardson ha riassunto il senso del suo lavoro: dare immagine al divertimento. Effettivamente, tutti i protagonisti delle sue foto si divertono e si godono la vita. In ogni sua fotografia c’è il gusto tangibile e forte per i “piaceri” della vita… Dopo avere iniziato a riprendere il quotidiano nella maniera più spavalda e disinibita, fotografando se stesso e le gang di motociclisti e gruppi punk e metal con cui era cresciuto, Terry Richardson ha cominciato la sua ascesa negli anni ’90 grazie una serie di mostre ospitate in gallerie d’arte internazionali e alla collaborazione con le riviste del calibro di i-D, Dazed and Confused, Vogue, Harper’s Bazaar. Negli ultimi anni si è occupato delle campagne pubblicitarie di alcuni importanti marchi di moda (YSL, Gucci, Levi’s, Hugo Boss, Tommy Hilfiger, Prada, ecc.) e dal 1997 cura l’immagine di Sisley per la quale ha creato una delle comunicazioni visive più trasgressive e discusse che si siano viste in Italia.