One of Europe’s most influential contemporary artists, Michelangelo Pistoletto (born 1933) has persistently investigated and expanded the role of the spectator in art since the 1950s through painting, sculpture and performance. His present standing as an inspirational figure among younger artists is a testament to the innovative vitality that characterizes all his work, from early paintings and leadership in the Arte Povera movement to his influence on current participatory artistic practices. This handsomely illustrated book features works created from 1956 to 1974, many never exhibited in the United States, as well as a selection of the artist’s writings. Contributors to the book discuss the context of Pistoletto’s art, including the social and artistic climate of Turin and the relationship between his work and American Pop art, conceptual art, minimalism, and post-minimalism.

Slim catalogue documenting the exhibitions, Mirror Work 1962-1992 at the Museum of Modern Art in Oxford, and New Work at the Henry Moore Foundation Studio in Halifax. Foreword by Ian Cole, essays by Michael Tarantino and Robert Hopper.

Winner of the Golden Lion Award for Lifetime Achievement at the Venice Biennale in 2003, Michelangelo Pistoletto is acclaimed worldwide as a foremost exponent of Arte Povera and conceptual art. For his exhibition at the Serpentine, the artist has devised a site-specific labyrinthine installation that guides visitors through the Gallery’s interior spaces to discover a series of sculptural works concealed within.

Michelangelo Pistoletto (born 1933) is one of Arte Povera’s most significant protagonists. It is with the Mirror Paintingsthat Pistoletto’s name is mostly closely identified, an ongoing series begun in 1962 that has earned him rapid and enduring international recognition. These works are made from sheets of mirror-finished stainless steel, fitted with a full-length portrait photograph that has been meticulously traced and painted onto its surface (after 1971 the image was silkscreened on). The inclusion in the work of the viewer, his or her surroundings and his or her interaction with the photographed person in the mirror is the key to the boggling reflexivity that drives this work. This book evaluates the Mirror Paintingsof the past four years. It includes an interview with the artist and a fully illustrated chronology of Mirror Paintingsfrom 1962 to the present.

Il catalogo presenta oltre 130 lavori, provenienti da collezioni private sia americane che europee. Il lettore potrà seguire il percorso artistico di Pistoletto, dalla rigorosa indagine sulla rappresentazione di se stesso fino allo sviluppo delle collaborazioni creative che hanno caratterizzato la sua ricerca, grazie all’analisi dei primiritratti della metà degli anni cinquanta fino alle azionicollettive dei tardi anni sessanta e primi settanta. I testi di approfondimento sono a cura di studiosi italianie internazionali quali, Carlos Basoaldo, anche curatore del volume, Angela Vettese, Claire Gilman, Gabriele Guercio, Jean François Chevrier, Suzanne Penn. A chiusura del catalogo una cronologia storico-artistica.

“Hotel Carlton Palace Chambre 763” is a printed yellow slipcase / box holding an exhibition brochure and 55 postcards by artists such as: Absalon, Armleder John, Baumgarten Lothar, Bertrand Jean-Pierre, Boetti Alighiero, Boltanski Christian, Bruly-Bouabré , Brandl Herbert, Cattelan Maurizio, Eichorn Maria, Faust Max, Feldmann Hans Peter, Fischli Peter & Weiss David, Friedman Gloria, Fritsch Katharina, Genzken Isa, Gette Paul-Armand, Gilbert & George, Golub Leon, Gonzales-Foerster Dominique, Gonzales-Torres Felix, Gordon Douglas, Hains Raymond, Hirakawa Noritoshi, Hoffmann Leni, Hybert Fabrice, Kabakov Emilia und Ilya, Kawara On, Knowles Alison, Lavier Bertrand, Lehanka M., Lüthi Urs, Marisaldi Eva, Messager Annette, Mühl Otto, Obholzer Walter, Othoniel Jean-Michel, Pippin Steven, Pistoletto Michelangelo, Reed David, Richter Gerhard, Rullier Jean-Jacques, Ruppersberg Allen, Ruscha Ed, Ruthenbeck Rainer, Skala , Slominski Andreas, Spero Nancy, Tiravanija Rikrit, Toroni Niele, Trenet Didier, Weiner Lawrence, Wentworth Richard, West Franz.

Catalogue of the exhibition at ICA, Boston Jan 23-Mar 23, 1968 and at the Jewish Museum, NY May 20 – Sep 2, 1968 Text: Solomon Alan. Artists: Alviani Getullio, Bonalumi Agostino, Castellani Enrico, Ceroli Mario, Grisi Laura, Kounellis Iannis, Lombardo Sergio, Lo Savio Francesco, Mambor Renato, Pascali Pino, Pistoletto Michelangelo, Dondero Mario, Ferruzzi, Abeles Friedman, Lavrillier Marc, Mulas Ugo, Quilici Folco, Alviani Getullio, Bonalumi Agostino, Castellani Enrico, Ceroli Mario, Grisi Laura, Kounellis Iannis, Lombardo Sergio, Lo Savio Francesco, Mambor Renato, Pascali Pino, Pistoletto Michelangelo, Dondero Mario, Ferruzzi, Abeles Friedman, Lavrillier Marc, Mulas Ugo, Quilici Folco, Alviani Getullio, Bonalumi Agostino, Castellani Enrico, Ceroli Mario, Grisi Laura, Kounellis Iannis, Lombardo Sergio, Lo Savio Francesco, Mambor Renato, Pascali Pino, Pistoletto Michelangelo, Dondero Mario, Ferruzzi, Abeles Friedman, Lavrillier Marc, Mulas Ugo, Quilici Folco. Photography of the artists by Mario Dondero, Ferruzzi, Friedman-Abeles, Marc Lavriller, Ugo Mulas, Pisoni, Folco Quilici. pp. 28; BW ills.; staple binding. Item coming from a Library with writings, stamp and small sticker on the front cover and stamps in the frontispiece. Inside clear and in fine condition.

Catalog published on the occasion of the exhibition held from May 4-29, 1965 at Pace Gallery (New York). Interior illustrations are screen printed on acetate pages and depict works by Paul Thek, Ernest Trova, Claes Oldenburg, Michelangelo Pistoletto, Chryssa, Lucas Samaras, Michael Todd, Richard Artschwager, Marjorie Strider, James Rosenquist, and Robert Morris. Text by Michael Kirby on accompanying leaflet.

La nuova stagione espositiva della GAM prende il via con una grande mostra storica, curata da Danilo Eccher, (Torino, 23 ottobre 2009 31 gennaio 2010) dedicata alla ricerca performativa che, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, ha caratterizzato il lavoro di un gruppo di artisti determinando profondi sviluppi nei decenni successivi. Il Teatro della Performance non è una mostra di documentazione, non si concentra sulla registrazione dellatto, ma sulla scena del suo accadere. Presenta larchitettura e la fisicità del teatro che ha accolto lazione, si sofferma sulla struttura scenica prodotta dallartista, sullo spazio pensato, creato e spesso modificato dallazione. In mostra lavori di Kazuo Shiraga, esponente del gruppo Gutai, Hermann Nitsch, Michelangelo Pistoletto, Gilbert & George, Marina Abramović, Paul McCarthy, e John Bock

Ugo Mulas è stato uno dei protagonisti della cultura visiva internazionale della seconda metà del XX secolo: fotografo attivo in particolare dagli anni Cinquanta al 1973 (anno della sua precoce scomparsa), ha saputo interpretare magistralmente uno dei momenti più straordinari della scena artistica contemporanea. Questa monografia intende presentarne l’opera assumendo un punto di vista privilegiato, insieme originale ed emblematico: analizzare la sua riflessione fotografica in rapporto all’arte visiva, per mostrare il suo contributo individuale. Il taglio qui scelto è quello del rapporto con l’arte italiana a lui contemporanea, indagato attraverso gli intrecci creativi che hanno legato Mulas ad altri protagonisti, cruciali per comprendere l’unicità della sua visione, quali ad esempio Lucio Fontana, Pietro Consagra, Fausto Melotti, Michelangelo Pistoletto.

Come evocato dal titolo, nel ricostruire l’opera dell’artista siciliana a sei anni dalla sua scomparsa, mostra e catalogo (la mostra è allestita al Museo del Novecento di Milano dal 9 ottobre 2020 al 27 giugno 2021) esplorano il contesto storico, sociale e politico di cui la Accardi fu non solo interprete ma anche protagonista. Di questa analisi fanno parte sia la fitta rete di relazioni che contribuì alla definizione dell’immaginario dell’artista, sia i momenti espositivi fondamentali per il suo percorso: dalle personali romane degli anni cinquanta alla partecipazione alla mostra sull’arte italiana al Guggenheim di New York del 1994, dalla sala riservata alla Biennale 1964, fino alle retrospettive al Castello di Rivoli e al MACRO di Roma. Le tappe creative ricostruite nei saggi sono accompagnate da un ricco apparato iconografico, proveniente in prevalenza dall’Archivio Accardi Sanfilippo: foto d’epoca del gruppo Forma, dell’artista con Giulio Paolini, Enrico Castellani, Michelangelo Pistoletto, scatti dei primi allestimenti, inviti e riviste con testi di Carla Lonzi e Anne Marie Sauzeau Boetti, riproduzioni delle opere dagli esordi geometrici delle Scomposizioni agli esperimenti con il sicofoil. A questo materiale, la cifra stilistica della Accardi, rende omaggio l’elegante sovraccoperta in PVC che avvolge il catalogo in un gioco di trasparenze. “Carla Accardi. Contesti” racconta la figura di un’artista e di una donna complessa, militante, capace di agire sul suo contesto e al di là di esso. Il progetto grafico del catalogo è di Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi (Studio Sonnoli).

“La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, nell’ambito dei propri scopi statutari, ha scelto di giocare un ruolo attivo nella conservazione e nella promozione del patrimonio artistico del territorio, attraverso una speciale attenzione a iniziative culturali di alto profilo. Parte integrante della proposta culturale che si intende realizzare è quella di allestire mostre d’arte contemporanea di notevole interesse storico e di grande accuratezza curatoriale. In occasione degli anniversari della nascita dell’Arte Povera e della Transavanguardia, caratterizzati da una fortuna critica e commerciale senza eguali nella storia dell’arte contemporanea italiana, si è voluto dar spazio a una mostra che raccoglie disegni e fotografie frutto di un periodo in cui ricerca e sperimentazione connotano un Paese in profondo mutamento sociologico e strutturale.” (Alfio Bassotti, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi) Artisti: Vincenzo Agnetti, Adriano Altamira, Enrico Baj, Alighiero Boetti, Sandro Chia, Francesco Clemente, Mario Cresci, Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Ugo La Pietra, Elio Mariani, Aldo Mondino, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Michele Perfetti, Gianni Pettena, Lamberto Pignotti, Michelangelo Pistoletto, Concetto Pozzati, Emilio Prini, Giovanni Rubino, Sandra Sandri, Mario Schifano, Gianni Emilio Simonetti, Franco Vaccari, Luigi Viola, Michele Zaza.

“Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960-70” fu la prima mostra organizzata da Incontri Internazionali d’Arte (associazione fondata da Graziella Lonardi Buontempo a Roma) e diede avvio a un’importante attività di promozione dell’arte contemporanea, italiana ed estera. La mostra riunì 33 artisti che sono oggi l’emblema dell’arte italiana degli anni sessanta e settanta: Vincenzo Agnetti, Carlo Alfano, Getulio Alviani, Franco Angeli, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Davide Boriani, Enrico Castellani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, Luciano Fabro, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Francesco Lo Savio, Renato Mambor, Piero Manzoni, Gino Marotta, Manfredo Massironi, Fabio Mauri, Mario Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Rotella, Piero Sartogo, Paolo Scheggi, Mario Schifano, Cesare Tacchi, Giuseppe Uncini, Gilberto Zorio. A dare testimonianza dell’evento fu chiamato Ugo Mulas, il più attento fotografo della scena artistica internazionale dell’epoca, che eseguì il reportage dell’evento con il suo stile inconfondibile. A distanza di quarant’anni, il volume si incentra proprio su questo reportage, rimasto largamente inedito per la precoce scomparsa del fotografo: le circa 130 immagini offrono un viaggio tra gli artisti, le istallazioni e i visitatori, e una lettura fotografica lucidissima di una mostra cruciale per l’arte contemporanea italiana. Il libro è anche un utile strumento di storia della fotografia che approfondisce la ricerca personale del fotografo e il suo dialogo con gli artisti: durante l’inaugurazione di “Vitalità del negativo” Ugo Mulas realizzò una delle prime immagini della serie “Verifiche” che, per il rigore formale e l’analisi del medium, è considerata tra le opere più importanti della fotografia dell’epoca.

Perché si è formato a Torino il famoso gruppo dell’Arte Povera? Chi erano i primi artisti a impostarne l’originale problematica? Com’era il clima dell’arte in Italia negli anni tra il 1966 e il 1972? A queste domande rispondono a viva voce undici protagonisti del movimento (Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Piero Gilardi, Mario Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Salvo, Gilberto Zorio) nelle interviste raccolte da Mirella Bandini nel 1972, anno emblematico nella storia dell’Arte Povera. In queste testimonianze, con un linguaggio immediato, gli artisti espongono le motivazioni delle opere, la tensione collettiva del loro lavoro, presentato a Torino nelle gallerie Sperone, Christian Stein e Notizie.

Site Specific Art” brilliantly charts the development of an experimental art form in an experimental way. Nick Kaye traces the fascinating historical antecedents of today’s installation and performance art, while also assembling a unique documentation of contemporary practice around the world. The book is divided into individual analyses of the themes of space, materials, site, and frames. These are interspersed by specially commissioned documentary artwork from some of the world’s foremost practitioners and artists working today. This interweaving of critique and creativity has never been achieved on this scale before. “Site Specific Art” investigates the relationship of architectural theory to an understanding of contemporary site related art and performance, and rigorously questions how such works can be documented. The artistic processes involved are demonstrated through entirely new primary articles from: * Meredith Monk * Station House Opera * Brith Gof * Forced Entertainment * Michelangelo Pistoletto . This volume is an astonishing contribution to debates around experimental cross-arts practice.

This publication celebrates the well-known German collector and gallerist Ingvild Goetz’s longstanding passion for art. An extensive chronology provides an in-depth view of Goetz’s history with the Arte Povera movement as a gallerist in the 1970s and ’80s, and as a collector from the 1980s onwards. It includes previously unpublished archival materials that trace the emergence of Arte Povera, as well as newly commissioned essays from curators Douglas Fogle and Chiara Vecchiarelli. Artists featured are Claudio Abate, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Giorgio Colombo, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Paolo Mussat Sartor, Guilio Paolini, Pino Pascali, Guiseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Giovanni Prini and Gilberto Zorio.

Foligno, Centro Italiano Arte Contemporanea, 10 marzo – 6 maggio 2012.Castelbasso, Fondazione Malvina Menegaz, 17 marzo – 6 maggio 2012.A cura di Francesco Poli e Italo Tassoni.Castelbasso, 2012; br., pp. 320, ill. e tavv. b/n col., cm 17×23,5. A completamento del progetto Arte Italiana del Novecento, questa seconda mostra esporrà opere di: Mimmo Rotella, Mario Schifano, Piero Dorazio, Getulio Alviani, Enrico Castellani, oggetti di design degli anni’60, Giuseppe Chiari, Eugenio Miccini, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini, Gino De Dominicis, Franco Vaccari, Enzo Cucchi, Carlo Maria Mariani, Stefano Arienti, Vanessa Beecroft.

“La critica è una riserva di incredulità verso l’arte, verso il mito della sua oscurità.” Che cos’è l’arte? Qual è la sua funzione? Che importanza ha l’uso del colore? Che significato ha l’impiego di diversi materiali? Quali sono i problemi che cerchi di risolvere e di formulare attraverso la tua arte? Che rapporto esiste tra la tua arte e la realtà che ti circonda? L’arte è informazione o comunicazione? Da Joseph Beuys, Andy Warhol, Bruce Nauman, Sol LeWitt, Robert Morris, Robert Ryman, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis a Giulio Turcato, Michelangelo Pistoletto, Luciano Fabro, Vito Acconci, Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Mario Merz, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Mimmo Paladino: i grandi artisti contemporanei raccontano ad un critico d’arte d’eccezione la loro idea dell’arte. Il libro riunisce una novantina di interviste di Achille Bonito Oliva ad artisti italiani e internazionali a partire dagli anni Settanta a oggi. Un’occasione unica per conoscere il mondo dell’arte contemporanea attraverso le parole degli stessi protagonisti.

Nello straordinario spazio della Certosa di Padula, la più grande d’Europa, luogo sublime, ricco di storia, cultura e spiritualità, ha trovato vita “Le Opere e i Giorni”, manifestazione culturale ideata da Achille Bonito Oliva e dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Salerno, finanziata con fondi europei dalla Regione Campania. La straordinaria manifestazione ha rianimato la bellezza delle antiche celle certosine, dei giardini e dei meravigliosi camminamenti, mostrando la genesi e lo sviluppo dell’opera d’arte nel tempo: dal momento creativo alla realizzazione, dall’allestimento all’esposizione. Il percorso artistico si è svolto nel triennio 2002-2004 su tre temi, uno per ciascun anno: il Verbo, lavori sui linguaggi dell’arte; il Precetto, inteso come osservazione della consuetudine monastica, come regola per il processo creativo dell’artista; la Vanitas, come caducità della bellezza, punto cardine della regola certosina, ma essenza stessa dell’arte contemporanea e sfida al tempo nel rapporto tra creatività, morte e vita. Le mostre hanno visto la partecipazione di Mario Airò, Ghada Amer, Arresa dei conti, Maja Bajevic, Nanni Balestrini, Per Barclay, Massimo Bartolini, Betty Bee, Elisabetta Benassi, Carlo Benvenuto, Monica Biancardi, Bianco e Valente, Gregorio Botta, Antonio Caggiano, Maurizio Cannavacciuolo, Pietro Capogrosso, Gianni Caravaggio, Letizia Cariello, Patrizia Cavalli, Loris Cecchini, Sandro Chia, Paolo Chiasera, Enzo Cucchi, Alvin Curran, Ousmane Ndiaye Dago, Nicola De Maria, Mario Dellavedova, Alessandro Diaz de Santillana, Baldo Diodato, Ilaria Drago, Rocco Dubini, Isabella Ducrot, Maurizio Elettrico, Jan Fabre, Federico Fusi, Alberto Garutti, Gianandrea Gazzola, Pia Gazzola, Kendell Geers, Isabella Gherardi, Robert Gligorov, Piero Golia, Anish Kapoor, Thorsten Kirchoff, Mark Kostabi, Dino Innocente, Emilio Isgrò, Benedetta Jacovoni, Mimmo Jodice, Myriam La Plante, Sol LeWitt, H.H. Lim, Rosaria Lo Russo, Renato Mambor, Amedeo Martegani, Fabio Mauri, Dörte Meyer, MK, Gian Marco Montesano con Giulia Basel, Liliana Moro, Paul Morrisey e Veruschka, Hidetoschi Nagasawa, Raffaella Nappo, Moataz Nasr, Luigi Ontani, Tommaso Ottonieri, Nam June Paik, Mimmo Paladino e Toni Servillo, Luca Pancrazzi, Luca Maria Patella, Perino & Vele, Alfredo Pirri, Vettor e Mimma Pisani, Michelangelo Pistoletto, Maria Pizzi, Antonio Rezza con Flavia Mastrella, Lucia Ronchetti, Marialba Russo, Virginia Ryan, Saint Clair Cemin, Renato Salvadori, Franco Scaldati, Franco Scognamiglio, Lorenzo Scotto di Luzio, Elisa Sighicelli, Roberta Silva, Grazia Toderi, Adrian Tranquilli, Marianna Troise, Franco Vaccari, Wainer Vaccari, Franz West con Tamura Sirbiladze, Sisley Xhafa, Alessandra Vanzi, Lello Voce, Giuseppe Zevola, Zerynthia, Gilberto Zorio, Natalino Zullo.

The wonderfully imaginative starting point for Over the Edges is the corners of city buildings. Corners are a city’s structural accents, reference points in the orientation of the city; a place to meet, and a place to literally bump into someone. Experimenting with this concept, Jan Hoet and Giacinto Di Pietrantonio gave over 55 artists access to the corners and edges of buildings in the old town center of Ghent. The result is an extremely varied group of works and installations. Participating artists are Mario Airò, Simone Berti, Dirk Braeckman, Cai Guo-Qiang, Maurizio Cattelan, Tom Claassen, Peter de Cupere, Wim Delvoye, Jimmie Durham, Olafur Eliasson, Jan Fabre, Belu-Simion Fainaru, Nicolas Floch, Alicia Framis, Giuseppe Gabellone, Alberto Garutti, Fabrice Gygi, David Hammons, Jonathan Horowitz, Huang Yong Ping, Carsten Hüller, Ilya & Emilia Kabakov, Allan Kaprow, Kcho, Stefan Kern, Masato Kobayashi, John Kürmeling, Atelier van Lieshout, Bernd Lohaus, Emilio Lopez-Menchero, Tony Matelli, Rita McBride, Juan Muñoz, Maria Nordman, Michelangelo Pistoletto, Avery Preesman, Philippe Ramette, Navin Rawanchaikul, Pipilotti Rist, Gert Robijns, Ugo Rondinone, Kiki Smith, Haim Steinbach, Brian Tolle, Keith Tyson, Angel Vergara and Sislej Xhafa.

Il racconto dell’amicizia tra Alighiero Boetti e Salvo e del loro “braccio di ferro” artistico. Fotografie, frasi, ricami, dipinti e disegni, ma anche viaggi e altre avventure nutrirono il loro rapporto tra il 1968 e il 1972, anno in cui Boetti si trasferì a Roma. Con oltre 150 immagini a colori, fotografie, saggi critici e testimonianze di amici e compagni di strada, il volume documenta quella breve ma intensissima stagione, fino ai diversi sviluppi degli anni successivi. Una sezione del catalogo presenta inoltre la Torino dell’Arte povera. Opere scelte di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Mario Merz, Marisa Merz, Aldo Mondino, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Salvo e Gilberto Zorio testimoniano gli esiti più significativi di quel momento, nonché il vivace clima intellettuale in cui Boetti e Salvo si trovarono a operare e che contribuirono a costruire. Introduzione di Marco Franciolli.

“Giorgio Griffa is one of the least-known Turin-born artists of the Arte Povera generation. Another precious ‘secret’ that the city of Turin, discreet and haughty as ever, has managed to keep under wraps—in this case for almost half a century. From the immediate post-war period, a singular group of young artists in the city helped write the history of European art in the second half of the twentieth-century. Together with now universally acclaimed figures, such as Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Giulio Paolini, Giovanni Anselmo, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio, and Mario and Marisa Merz, there were also other leading artists in Turin, who have only recently begun to receive the international attention they deserve. Here I am thinking of the likes of Piero Gilardi, Gianni Piacentino, Carol Rama, Salvo, and Aldo Mondino, but also of the eccentric and eclectic Carlo Mollino. Griffa was one of the most discreet and isolated in this group of young people who revolved around Sperone’s gallery. He immediately showed an exclusive interest in painting, while his companions mainly moved out towards sculpture and installation from the mid-sixties.”—Andrea Bellini Published on occasion of the cycle of exhibitions dedicated to the work of Giorgio Griffa (Turin, 1936) (Centre d’Art Contemporain, Geneva; Museu de Arte Contemporanea de Serralves, Porto; Bergen Kunsthall; and Fondazione Giuliani, Rome) this monograph aims—through a series of essays by Andrea Bellini, Luca Cerizza, Laura Cherubini, Martin Clark, Suzanne Cotter, and Chris Dercon, a conversation between Griffa and Hans Ulrich Obrist, and a selection of artist’s writings and a chronology compiled by Marianna Vecellio—to highlight the very diverse features and extraordinary richness of Griffa’s paintings.

Artists: Lucio Fontana, Giuseppe Capogrosi, Mimmo Rotella, Achille Perilli, Mario Schifano, Lucio Del Pezzo, Valero Adami, Piero Dorazio, Carla Accardi, Enrico Castellani, Alberto Burri, Enrico Baj, Rodolfo Arico, Franco Angeli, Getulio Alviani, Antonio Calderara, Ettore Colla, Tano Festo, Marcolino Gandini, Grupp T, Piero Manzoni, Gastone Novelli, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Toti Scialoja, Cesare Tacchi, Giulio Turcato.

L’esposizione, a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Maria Cristina Rodeschini, vuole riproporre l’immagine dell’Italia nel mondo nella molteplicità delle sue espressioni visive: dal cinema all’arte, dalla letteratura al Made in Italy, dalla cultura d’élite a quella popolare, attraverso 200 opere di artisti italiani e internazionali, ma anche di ‘cose e fatti’ – come gli scritti di Rita Levi Montalcini grazie ai quali le è stato assegnato il premio Nobel – dall’Ottocento ai nostri giorni. Tra gli artisti presenti in catalogo, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Tano Festa, Francesco Lo Savio, Gianni e Joe Colombo, Gianluca e Massimiliano De Serio, Enzo Cucchi, Maurizio Cattelan, Alighiero Boetti, Mona Hatoum, Claudio Parmiggiani, Flavio Favelli, Luciano Fabro, Claudia Losi, Salvo, Gino De Dominicis, Vettor Pisani, Piccio, Alberto Garutti, Aleksandra Mir, Nan Goldin, Kiki Smith, Antonio Riello, Vanessa Beecroft, Mario Cresci, Claire Fontaine, Alterazioni Video, Tobias Zielony, Mimmo Jodice, Giuseppe Bartolini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Migliara, Giovanni Iudice, Mario Gozzi, Ippolito Caffi e Francesco Guardi, Gang Song Ryong, Yan Pei-Ming, Renato Guttuso, Emilio Isgrò, Cesare Tallone e Michelangelo Pistoletto.

This DVD reintroduces the essential 2000 VHS video documentary Arte Povera by Sergio Ariotti and Beatrice Merz, a complete, chronological overview of the radical–and defiantly unglamorous–Italian “poor art” movement that arose in the late 1960s to contest the separation of art and everyday life. It presents ample archival material from all the significant group exhibitions–from the three-day event “Arte Povera + Azioni Povere at Amalfi” of 1968 to the Venice Biennale of 1997–along with footage of recent solo exhibitions and interview clips with founding member and art historian Germano Celant, and a range of other artists, critics and gallery directors. Arte Povera presents the movement in all its complexity, and includes such participants as Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto and Gilberto Zorio.

Originally published in 1972 by the Nigel Greenwood Gallery, Book as Artwork 1960/1972 was the first catalogue devoted to the then new medium of the artist’s book and it remains a canonical reference (though one that, due to its scarcity, is not as well known as it should be). This publication started as an article and a list of about 80 artists’ books which appeared in 1970 in the first issue of the Italian magazine Arte. Not long after it was translated and published in Interfunktionen. Then in 1972 the Nigel Greenwood Gallery in London mounted an exhibition of artists’ books and issued a catalogue with an updated text by Celant and a greatly expanded bibliography (now nearly 300 titles) jointly compiled by Celant and Lynda Morris. The exhibition was the first of its kind and the catalogue a genuinely historic publication. Grounded in the media studies of Marshall McLuhan and philosophical writings of Herbert Marcuse, Celant’s analysis of the medium has the feeling of a definitive statement. He lays out exactly what makes the medium important while noting the historical trends and key individuals that led to its rapid development after 1960. Significantly, the history Celant wrote in 1972 is much broader than the overly simplistic Dieter-Rot-in-Europe-and-Ruscha-in-America origin myth of the artist’s book that has gained currency since. Besides Ruscha and Rot, Celant’s text emphasizes the early influence of John Cage but he also encompasses into the narrative such disparate or overlooked elements as the Zaj group in Spain and Arte Povera in Italy, as well as work related to Fluxus, Art & Language, Land Art, Pop, Minimalism, Conceptualism, etc. The bibliography includes books that range from the iconic to the virtually unknown by Vito Acconci, Carl Andre, Alison Knowles, Richard Hamilton, Piero Manzoni, Joseph Kosuth, John Latham, Andy Warhol, Bob Law, Yoko Ono, Michelangelo Pistoletto, Henry Flynt, Hanne Darboven, Dan Graham, Dick Higgins, Joel Fisher, Athena Tacha, John Stezaker, Gianfranco Baruchello, Jose Luis Castillejo, Sol Lewitt, Robert Morris, Stanley Brouwn, Edouardo Paolozzi, Bruce Nauman and Bruce McLean, to name just a few of the artists whose work is cited. With this new edition it is possible to regain the perspective of 1972. It was a period when, as Celant describes it, the “the rules used for the identification of the art object were destroyed” and thus “medium became significant in itself.” Artists’ books were emblematic of the new multidisciplinary approach taken by the era’s avant-garde and, as that approach continues to be the predominant mode among artists working today, it is increasingly clear that artists’ books have been, and continue to be, integral to the practice of art in the contemporary era.

The archives of Italian photographer Paolo Mussat Sartor date back to the early days of Arte Povera, when, as a friend to that movement’s protagonists, he was able to capture the intimate working lives of artists such as Mario Merz, Giuseppe Penone, Giovanni Anselmo, Alighiero e Boetti, Giulio Paolini, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto and Gilberto Zorio, and to convey the atmosphere in which their work was created. Sartor’s black-and-white portraits situate their subjects emphatically, with an often formal compositional sensibility. An essential document for fans of Arte Povera and of postwar Italian art, this book also includes photographs of artists beyond that group, such as Daniel Buren, Gino de Dominicis, Luigi Mainolfi, Salvo, Luigi Ontani, Arman, Tony Cragg, Andro Wekua and Wilhelm Sasnal.

Im Mai 1969 fand in Heidelberg das Kunstfestival »intermedia ’69« statt. Rund fünfzig Künstler der Zeit, viele aus dem Umfeld der Fluxus-Bewegung, hatten Klaus Staeck und Jochen Goetze eingeladen: Sie reagierten mit dem Festival auf die als reaktionär und langweilig empfundene Jubiläumsausstellung des Heidelberger Kunstvereins. Über 5000 Besucher kamen aus ganz Europa. In Plakaten, Fotografien, Flugblättern, Zeitungsartikeln, Schriften, Korrespondenzen und in der Dokumentation der Festival-Arbeiten von Künstlern wie Jochen Gerz, Imi Knoebel, Henning Christiansen, Günther Uecker, Klaus Rinke, Daniel Spoerri, Michelangelo Pistoletto und Christo, der das Heidelberger Amerikahaus verpackte, wird die spektakuläre Veranstaltung wieder anschaulich. Der Band enthält Essays und zahlreiche Interviews mit beteiligten Künstlern sowie 48 Fotografien von Katharina Sieverding.

Contents:[1.] Arte povera oder der Raum der Elemente — [2.] Arte povera, zur Genese eines Begriffs — [3.]Der Ort ist das Gedächtnis des Ortes — [4.] Arte povera als Museumskunst — [5.] Interview with Ingvild Goetz,1997 — [6.] Giovanni Anselmo — [7.] Alighiero Boetti — [8.] Pier Paolo Calzolari — [9.] Luciano Fabro — [10.] Jannis Kounellis — [11.] Mario Merz — [12.] Giulio Paolini — [13.] Vom Fragment zum Staub — [14.] Pino Pascali — [15.] Giuseppe Penone — [16.] Michelangelo Pistoletto — [17.] Emilio Prini — [18.] Gilberto Zorio — [19.]Die Photographen : Claudio Abate, Giorgio Colombo, Paolo Mussat Sartor.

Il volume racconta cento anni di stile italiano, dal mobile più raffinato al design, servendosi di cento anni di capolavori italiani ispirati alla metafora della casa. Il catalogo ripercorre la filosofia della mostra di Palazzo Reale a Milano che ricostruisce per l’occasione delle vere e proprie stanze curate nei minimi particolari, tanto che su comodini e consolles troveranno posto fotografie significative di momenti italiani della storia italiana. In queste ambientazioni troveranno spaizo artisti quali: Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Antonio Donghi, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Enrico Prampolini, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Alberto Burri, Michelangelo Pistoletto, Maurizio Cattelan, Jannis Kounellis.

Monografia curata da Claudia Lodolo, figlia del Sandro Lodolo che per anni lavorò a stretto contatto con Pino Pascali, allora giovane grafico pubblicitario alla Lodolofilm. Il volume nasce allo scopo di documentare e far conoscere meglio l’intensa produzione di Pascali, soprattutto quella cine-televisiva, a cui l’artista si dedicò come ideatore e disegnatore. Il punto di vista è originale, perché la narrazione riporta un cospicuo numero di aneddoti curiosi che contribuiscono a descrivere vita e produzione, ma anche abitudini e pensieri meno noti di Pascali. L’autrice fornisce fotografie private e non, elabora testimonianze orali, documenti inediti, filmati, e visita inoltre Polignano a Mare, paese nativo dell’artista: il piccolo centro del sud Italia è agli antipodi della grande Roma, città dei rivoluzionari cambiamenti politici, culturali e creativi dove Pascali studiò, produsse e morì a “32 anni di vita circa”. Un lavoro speculativo, ma anche un mondo fantasioso fatto di carta, cartoncini, matite ed esuberante genialità. Tra le fondamentali testimonianze quelle di: Maurizio Calvesi, Giuliano Cappuzzo, Marcello Colitti, Anna Maria Colucci, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Augusta Monferini, Achille Bonito Oliva, Michelangelo Pistoletto, Paola Pitagora, Vittorio Rubiu, Cesare Tacchi, Salvatore Venditelli, Fabio Vergoz, Tullio Zitkowsky.

Multiples by: John L. Tancock, Abe Ajay, Otmar Alt, Arman, Jean Arp, Richard Artschwager,Enrico Baj, Mary Bauermeister, Miguel Berrocal, Joseph Beuys, Max Bill, Mel Bochner, Sandro Bocola, Hartmut Bohm, Agostino Bonalumi, Victor Bonato,Davide Boriani, Derek Boshier, Martha Boto, David Bradshaw, K.P. Brehmer,Marcel Broodthaers, Robert Bryant, Ursula Burghardt, Pol Bury, John Cage,Alexander Calder, Malcolm Carder, Enrico Castellani, Alik Cavaliere, Mario Ceroli, Thomas Chimes, Christo, Chryssa, Genevieve Claisse, Gianni Colombo,Kenelm Cox, Carlos Cruz-Diez, Bill Culbert, Allan D’Arcangelo, Sandro de Alexandris, Lucio Del Pezzo, H.R. Demarco, Walter De Maria, Jim Dine, Herbert Distel, Francesco Marino di Teana, Piero Dorazio, Angel Duarte, Marcel Duchamp, Max Ernst, Michel Fadt, Rafael Ferrer, Robert Filliou, Lucio Fontana,Horacio Garcia-Rossi, Karl Gerstner, Gilbert & George, Ludwig Gosewitz, Hans Haacke, Raymond Hains, Etienne Hajdu, Richard Hamilton, Maurice Henry,Eva Hesse, Charles Hinman, Karl Horst Dodicke, Douglas Huebler, Fritz Hendertwasser, Jean Ipousteguy, Allen Jones, Howard Jones, Donald Judd,Iwao Kagoshima, Stephen Kaltenbach, Pierre Keller, Milan Knizak, Piotr Kowalski, David Lamelas, Fernand Leger, Julio Le Parc, Sol LeWitt, Roy Lichtenstein, Shoji Lida, Liliane Lijn, Richard Lindner, Yuan-Chia Li, Bernard Luginbuhl, Adolf Luther, Rene Magritte, Piero Manzoni, Enzo Mari, Marisol,Gino Marotta, Henri Matisse, Paul Matisse, Rory McEwen, Tomio Miki, Marcello Morandini, Francois Morellet, Robert Morris, Bruno Munari, Bruce Nauman,Louise Nevelson, Kazuo Okazaki, Claes Oldenburg, Dennis Oppenheim, George Ortman, Claus Paeffgen, Palermo, Pavlos, Henry Pearson, David Pelham, Alicia Penalba, Michelangelo Pistoletto, Sigmar Polke, Arnaldo Pomodoro, Gio Pomodoro, William Pye, Edival Ramosa, Robert Rauschenberg, May Ray, Martial Raysse, Paul Reich, George Rickey, Larry Rivers, James Rosenquist, Dieter Rot [Dieter Roth], Mimmo Rotella, Gerhard Rühm, Edward Ruscha, Lucas Samaras,Remo Saraceni, Pedroni Sarenco, Alan Saret, Nicholas Schoffer, Peter Sedgley,George Segal, Richard Serra, Richard Smith, Tony Smith, Robert Smithson,Kenneth Snelson, Francisco Sobrino, Keith Sonnier, Jesus Raphael Soto, Daniel Spoerri, Klaus Staeck, Klaus Staudt, Joel Stein, Saul Steinberg, Kumi Sugai,George Sugarman, Takis, Paul Palman, Takao Tanabe, Andre Thomkins, Joe Tilson, Jean Tinguely, Luis Tomasello, David Tremlett, Ernest Trova, Michael Tyzack, Raoul Ubac, Gunther Uecker, De Wain Valentine, Gregorio Vardanega,Victor Vasarely, Wolf Vostell, Andy Warhol, Willy Weber, Lawrence Weiner,Gunter Wesler, Ludwig Wilding, Jean Pierre Yvaral

Since at least the 1960s, Italian artists have resisted creating art that expresses a national identity, making “Italian art” elusive to define. This quality of “subtraction” is examined here in the work of Giovanni Anselmo, Elisabetta Benassi, Gino De Dominicis, Francesco Matarrese, Marisa Merz, Luigi Ontani, Cesare Pietroiusti, Michelangelo Pistoletto and Emilio Prini.

Exhibition catalogue published in conjunction with show held at the Museo Civico, Bologna, Italy, January 31 – February 28, 1970. Essays by Renato Barilli, Maurizio Calvesi, and Tommaso Trini. Artists in the Biennale include Giovanni Anselmo, Vasco Bendini, Alighiero Boetti, Carlo Bonfa’, Pierpaolo Calzolari, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Gianni Colombo, Gino de Dominicis, Giuseppe del Franco, Lucio del Pezzo, Beppe Devalle, Antonio Dias, Luciano Fabro, Carlo Gajani, Jannis Kounellis, Gino Marotta, Livio Marzot, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Marisa Merz, Maurizio Mochetti, Mario Nanni, Ugo Nespolo, Giulio Paolini, Luca Patella, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Concetto Pozzati, Emilio Prini, Gianni Ruffi, Gianni Emilio Simonetti, Giuseppe Uncini, and Zorio Gilberto. Includes artists’ biographies and exhibition histories. Illustrated in black-and-white. Text in Italian.

This publication features new works by Cattelan, as well as several of his large-scale pieces dating from 2003 to 2007, all of which are considered in the context of the Menil’s remarkable holdings, with a focus on contemporary art. To this end, we see how works by artists such as Lucio Fontana, Robert Morris, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Cy Twombly, and Andy Warhol “converse” with Cattelan’s art. With commentary from Franklin Sirmans, this book presents the rare opportunity to appreciate Cattelan’s works amid the backdrop of the 20th century.

Andy Warhol’s silk screens, Gerhard Richter’s blurred images, Vija Celmins’ hyperrealism: some of the most influential developments in the history of contemporary art hinge on the use of photographs as source material. Beginning in the early 60s, with seminal works by the aforementioned artists, The Painting of Modern Life charts the 45-year evolution of the translation of photographic images to paint–revealing an extraordinary breadth of stylistic and thematic diversity. This volume features 22 painters whose sources range from snapshots to commercial media, among them Richard Artschwager, Robert Bechtle, Celmins, Peter Doig, Marlene Dumas, Thomas Eggerer, Judith Eisler, Franz Gertsch, Richard Hamilton, Eberhard Havekost, David Hockney, Johannes Kahrs, Johanna Kandl, Martin Kippenberger, Liu Xiaodong, Malcolm Morley, Elizabeth Peyton, Michelangelo Pistoletto, Richter, Wilhelm Sasnal, Luc Tuymans and Warhol. Essays by curator Carolyn Christov-Bakargiev, writer and critic Martin Herbert, Hayward Director Ralph Rugoff and poet and critic, Barry Schwabsky lend insight to issues of translation, context and content.

Open Systems examines how international artists rethought the object of art in the last years of the 1960s and the early 1970s as they sought to connect with the increasingly urgent political developments of the time. Building on the structures of Minimalism and Conceptualism, the era saw the beginning of a radical departure from art’s traditional focus to a new and wide-ranging experimentation with mediums that included dance, performance, and, most notably, film and video. Open Systems features the works of prominent artists working in Britain, Europe, South America, Japan, and the United States, and includes sculpture, sculptural installations, painting, film, video, photography, and printed matter. Among the artists examined are Alighiero Boetti, Marcel Broodthaers, Trisha Brown, Fluxus, Dan Graham, Ilya Kabakov, Richard Long, Gordon Matta-Clark, Paul McCarthy, Robert Morris, Bruce Nauman, On Kawara, Michelangelo Pistoletto, Gerhard Richter, Robert Smithson, Martha Rosler, and Franz West.

Il libro raccoglie una serie di interviste, realizzate dai primi anni Novanta ad oggi, da Hans Ulrich Obrist, curatore-mito trasversalmente globale, ad architetti, artisti, registi, filosofi, musicisti, sociologi, urbanisti. Il progetto ne comprende più di 400 ai più interessanti protagonisti della cultura contemporanea, condotte secondo una metodologia filosofico-enciclopedica che si basa sulla convinzione che l’intervista è un proficuo scambio di idee che avviene tra persone che entrano in perfetta sintonia. Questa prima selezione di 66 interviste, molto più di una semplice raccolta, tesse una rete di traiettorie biografiche, relazioni, idee, progetti, fatti e storie, delineando un’i-nedita storia dell’arte e della cultura del XX e XXI secolo. Tra gli intervistati Marina Abramovic, Vito Acconci, Matthew Barney, Brian Eno, Zaha Hadid, Rem Koolhaas, Michelangelo Pistoletto, Ettore Sottsass, Agnés Varda.

Zero to Infinity: Arte Povera, 1962-1972 focuses on one of the most innovative and influential art movements of the postwar era. Arte Povera came of age in the context of the economic boom of the “Italian miracle” and the subsequent student and workers’ revolts of 1968. The work of Arte Povera was motivated by an urge to revolt not only against the primary achieved by painting in the postwar period, but also against certain aspects of the emerging consumer culture. This exhibition and its accompanying catalogue provide a highly comprehensive retrospective of the Arte Povera movement as a historical and aesthetic phenomenon that crossed a wide range of disciplines, including sculpture, installation, drawing, and photography as well as film and performance. The exhibition traces Arte Povera’s genesis within the artistic, cultural, and political context of Italy to its positioning within the broader international context of postwar artistic practices, a moment marked by the participation of the Arte Povera group in the 1972 “Documenta V” exhibition in Kassel. This brilliant and crucial new catalogue is designed by the Walker Art Center’s award-winning Design Department, and includes a wide range of essays by international scholars and curators, as well as rare historical documentation, in an unprecedented re-examination of the Arte Povera movement. Featured artists include: Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Gilberto Zorio. Essays by: Richard Flood, Frances Morris, Carolyn Christov-Bakargiev, Robert Lumley, Corinna Criticos, Karen Pinkus, Francesco Bonami, Giorgia Bottinelli, Judith Kirshner, and Germano Celant.

Per la prima volta insieme tutti gli scritti di Germano Celant relativi ad un gruppo di artisti composto da Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolmi, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Punì e Gilberto Zorio, per cui egli stesso conia, nel 1967, il termine “Arte povera”. Il volume è un insieme di testi teorici, incentrati sia sulla poetica del movimento che sul linguaggio dei singoli protagonisti, e punta l’attenzione sull’aspetto contingente quanto sul lato frammentario, contraddittorio e pluralistico del loro fare arte. Ma soprattutto è un aggiornamento esaustivo di una riflessione ferma al 1985, anno in cui il volume dal titolo “Arte povera, storie e protagonisti”, ad opera dello stesso Celant, non venne mai distribuito e, circolando solo tra gli addetti, divenne un cult introvabile. Quel volume viene oggi riproposto, in una copia anastatica, all’interno del nuovo libro, come punto di partenza e spunto per una nuova riflessione. Dal 1967 ad oggi il linguaggio dell’Arte povera è arrivato ad utilizzare acqua e pietra, fuoco ed elettricità, parole e idee fino a coinvolgere animali e vegetali, che assumono un’importanza particolare per il loro appartenere al mondo del primario e dell’essenziale. Una ricerca da sempre impegnata in un atteggiamento de-costruttivo, che tiene conto della molteplicità dei linguaggi espressivi in rapporto al contesto in cui nascono.

Periodo di grandissimo fermento culturale, gli anni Sessanta rappresentano uno snodo cruciale per l’arte contemporanea italiana, orientata verso sperimentazioni dalla forte carica innovativa e radicali mutamenti estetici, in sintonia con il clima di generale trasformazione sociale e politica all’origine del Sessantotto. È in questo contesto di rinnovamento che si colloca la svolta decisiva nel rapporto tra arte e fotografia oggetto del libro: il medium fotografico si rivela il principale fattore di discontinuità e di rottura rispetto al decennio precedente, entrando in modo sistematico nella ricerca delle neoavanguardie. Una ricostruzione analitica, dunque, dell’uso della fotografia nell’ambito della sperimentazione italiana degli anni Sessanta che coinvolge gran parte dei protagonisti del panorama artistico dell’epoca, da Mario Schifano a Michelangelo Pistoletto, Tano Festa, Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Giovanni Anselmo, Luigi Ontani, Giuseppe Penone, Renato Mambor, Luca Patella, Lamberto Pignoni, Sergio Lombardo, Giosetta Fioroni, Fabio Mauri, Claudio Parmiggiani, Franco Angeli, Laura Grisi, Mimmo Rotella, Umberto Bignardi, Gino Marotta, Gianni Berlini, Gianfranco Baruchello, Emilio Isgrò, Nanni Balestrini, Eugenio Carmi, Eliseo Mattiacci, Michele Zaza, Franco Vaccari, Maurizio Nannucci, Mario Cresci, Emilio Prini, Claudio Cintoli e numerosi altri.

To bring contemporary art to the ancient heart of Rome is to afffirm the city’s constant evolution. Among the archeological ruins of the Fori Imperiali, five artists–Joseph Kosuth, Domenico Bianchi, Maurizio Mochetti, Marina Abramovic and Michelangelo Pistoletto–have mounted site-specific installations, communicating with the forums via the universal idiom of art.

This catalogue accompanies ARTISTS’ BOOK NOT ARTISTS’ BOOK, an exhibition of about one hundred books (all of them classifiable as artists’ books, or not) which includes publications by Chris Burden, Ira Cohen, Richard Meltzer, John Baldessari, Seth Price, Michelangelo Pistoletto, Richard Hell, Tina Lhotsky, Sue Williams, Tom Sachs, Richard Prince, William Gibson, David Wojnarowicz, Dara Birnbaum, Jim Shaw, Ed Ruscha, Sean Landers, and many others (not to mention, Various, Anonymous, and Unknown). The show is jointly curated by Johan Kugelberg and Jeremy Sanders and to the catalogue is formatted in the style of an old “Ace double” pulp novel–there is a variation of the cover design on both front and back (front and front?) and the two curators’ alternative viewpoints on artists’ books within. The catalogue contains bibliographic information and descriptive text on every book in the exhibition and it comes wrapped within a large fold-out poster that shows every book in full color. Edition of 500

Presented here is a collection that symbolizes of a period in Italy’s history characterized by great cultural growth. This is also the story of Sergio Casoli, who opened his gallery in the studio of one Lucio Fontana–one of modern art’s legends and a visionary artist–whose works Casoli fell in love with the day he set foot inside his studio. Fontana’s works are documented in this volume along with that of Giovanni Anselmo, Alberto Burri, Enrico Castellani, Luciano Fabro, Piero Manzoni, Fausto Melotti, Mario Merz, Maurizio Mochetti, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Cy Twombly, Gilberto Zorio and others.

The Atelier del Bosco was the painting studio of Balthus while he was the Director of the French Academy in Rome. This book documents the exhibitions of works by prominent artists who have mounted shows in the Atelier: Gunther Forg, Carla Accardi, Jannis Kounellis, Karel Appel, and Michelangelo Pistoletto.

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